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L’Assemblea pesa più del Senato
di Lucia Russo

Costi politica. I privilegi dei deputati all’Ars meglio che al Senato.
Pro deputato Ars. 88 mila euro di rimborsi spese per viaggi, trasferte, telefonia e attrezzature informatiche nel 2008. Per i cessati dal mandato 268 mila euro ciascuno.
Al ristorante. In Sicilia il cibo costa meno che a Roma, oppure deputati e dipendenti consumano meno: 1.000 euro circa pro capite di spesa all’Ars contro 1.700 euro al Senato.

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PALERMO – L’Assemblea regionale siciliana, come è noto, in virtù di una legge regionale del 1965, è equiparata al Senato per quanto riguarda il trattamento economico dei dipendenti dell’amministrazione e dei deputati. E così si spiega come fa ad essere il Parlamento regionale più caro d’Italia. Più caro a tal punto che arriva a costare più del Senato. Esaminando i dati del Rendiconto per l’esercizio finanziario 2008 risulta una spesa complessiva di 158,3 milioni di euro, che divisa per 90 deputati equivale a 1,8 milioni spesi per deputato.

Il Senato della Repubblica è costato nel 2008 esattamente 521,8 milioni di euro, come risulta sempre dal documento del Rendiconto. I senatori attualmente sono in totale 322, di cui 315 eletti e gli altri sette c.d “a vita”, e cioè i tre ex presidenti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi, cui si aggiungono i senatori di nomina presidenziale Giulio Andreotti (1991), Emilio Colombo (2003), Rita Levi Montalcini (2001) e Sergio Pininfarina (2005). Dividendo la spesa totale per i 322 senatori, risultano 1,6 milioni di euro per senatore nel 2008. Dunque circa 200 mila euro in meno rispetto all’Assemblea regionale siciliana.
Questa differenza si evidenzia già nel consuntivo 2007, quando, rapportando la spesa sempre al numero dei deputati e dei senatori, risulta che l’Assemblea spende quasi 200 mila euro in più.

Scendendo nel dettaglio delle voci del bilancio delle due assemblee legislative, quella regionale e  quella nazionale, per almeno sei casi, quelli riportati nella tabella in pagina, si riscontra che l’Ars è più spendacciona del Senato. E così il capitolo intitolato “Cerimoniale e rappresentanza” del Senato pesa 1,7 milioni di euro pari a 5.294 euro pro senatore. Anche l’Ars ha un intero capitolo intitolato “Rappresentanza” e vale ben 9.818 euro pro deputato. Tra l’altro le voci “cerimoniale” e “convegni” si ripetono nel bilancio dell’assemblea siciliana anche in altri due capitoli.

Se guardiamo ai rimborsi spese per ogni senatore sono quasi 72 mila euro, ma per ogni deputato Ars si arriva a quasi 88 mila euro. Come? Le voci sono le stesse: “diaria”, “spese per trasferte e viaggi” e “rimborsi spese per telefonia e strumenti informatici”. Sarà che i deputati Ars partono di più oppure, oltre al pc portatile, hanno anche quello fisso. O, ancora, i fornitori dell’Ars praticano prezzi più alti di quelli che riforniscono il Senato!

Per il trattamento dei deputati cessati dal mandato, mentre al Senato ci sono solo gli Assegni vitalizi, all’Ars c’è pure l’Indennità a titolo di aggiornamento politico culturale, che però per il preventivo del 2009 è stata finalmente azzerata con un risparmio di 1,8 milioni di euro.

I trasferimenti ai gruppi parlamentari all’Ars pesano 15 mila euro in più pro deputato. Tra l’altro nel bilancio dell’Ars figurano pure spese per intergruppi, quello “federalista europeo” e quello per i “diritti umani e civili”. Questi li abbiamo sommati con le spese per l’associazione parlamentare “Amicizia Sicilia-Tunisia” e a convegni, manifestazioni e relazioni esterne, voci che stanno insieme ad altre dentro il capitolo “Attività istituzionali”.
 
Si tratta delle corrispondenti “Attività interparlamentari e internazionali” che nel bilancio del Senato hanno un capitolo a parte e costano un decimo di quelle dell’Ars per deputato. La differenza nella spesa è più bassa per le “Attività delle commissioni”, ma sempre l’Ars è più cara di 500 euro pro deputato.
C’è da dire, però, che in Sicilia il cibo è meno caro oppure politici e amministratori Ars consumano di meno. Infatti all’Ars la ristorazione divisa per il numero dei deputati (90) sommato a quello dei dipendenti (circa 300), totale 390 unità, costa poco più di mille euro l’anno, contro i 1700 euro che spende il Senato per ciascuna unità delle 1322, considerando i senatori (322) sommati a circa 1000 dipendenti.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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