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Quotidiano di Sicilia

Meno trasferimenti Ars più fondo residui attivi
di Raffaella Pessina

La proposta di Crocetta nella manovra che deve iniziare l’iter all’Ars. Per quest’anno 6,25 mln, 15 mln l’anno nel 2015 e nel 2016

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Oggi riprendono le sedute del Parlamento siciliano a Palazzo dei Normanni, ma della manovrina non c’è alcuna traccia. Venerdì scorso il presidente Crocetta aveva in conferenza stampa descritto le linee generali della manovra assicurando che il documento sarebbe giunto negli uffici della commissione Bilancio dell’Ars nei primi giorni di questa settimana. Consultando il sito ufficiale dell’Ars tra l’altro fino a ieri sera non vi era alcuna notizia riguardo all’ordine del giorno sulla finanziaria.

Complice anche la partita dei mondiali di calcio di questa sera alle 18, che vede coinvolta proprio la nostra nazionale, si può ipotizzare che i lavori verranno facilmente aggiornati all’indomani, per permettere soprattutto agli uffici della commissione di merito di esaminare gli articoli da portare quindi in Aula, visto che per allora è prevedibile che il documento sia arrivato alla giusta destinazione. Del resto il governatore è stato chiaro, dicendo che la finanziaria verrà approvata entro la fine di giugno, vale a dire entro lunedì prossimo. Intanto il presidente della Regione non ha mancato di fare le proprie dichiarazioni in merito ai risparmi da fare sull’Ars: “Il Parlamento siciliano non può rivendicare alcuna equiparazione con strutture istituzionali che hanno un valore gerarchico superiore – ha detto Crocetta - L’autonomia si difende non mantenendo i privilegi, ma abolendoli. La Sicilia deve diventare la punta più avanzata di un processo di riforme che il presidente Renzi sta proponendo al Paese e che in forza dell’autonomia devono trovare nell’Isola un’applicazione, persino, più incisiva, più efficace, più rigorosa. Solo in questo modo potremo veramente difendere ed esaltare l’autonomia”.

Le dichiarazioni di Crocetta seguono le polemiche sui compensi dei burocrati dell’Ars che il governatore vorrebbe equiparare a quelli dell’amministrazione, pari a 160.000 euro, 80.000 in meno di quelli in discussione in Assemblea. Per Crocetta “abbiamo un’occasione storica, quella di risolvere un annosissimo problema che non può essere affrontato con logiche del passato cioè, la cosiddetta equiparazione ai dipendenti del Senato”. E prosegue: “A livello nazionale soltanto il Capo dello Stato può guadagnare 240 mila euro all’anno. Io insisto sul tetto dei 160 mila: quale figura istituzionale all’Ars è equiparabile al Capo dello Stato?” Il presidente ha fatto appello a tutte le forze politiche perchè sul tema della equiparazione degli stipendi e dei tagli ai burocrati, “ci sia una volontà unitaria che porti alla legiferazione uguale per tutti. Estrapolare dalla finanziaria tali provvedimenti o cercare di annacquarli - ha concluso Crocetta - creerebbe ulteriore distacco tra politica e cittadini”. Come si ricorderà nella manovra è contenuto un taglio di 15 milioni di euro sui trasferimenti per il funzionamento dell’Assemblea siciliana. Per quest’anno, a partire dal primo luglio, la riduzione sarà di 6,25 milioni, mentre per il 2015 e 2016 di 15 milioni all’anno. A decorrere dal primo gennaio 2018, i tagli saranno pari a 25 milioni rispetto allo stanziamento nel bilancio 2014. L’Ars, si legge nella manovra, “a decorrere dal 1 luglio 2014 deve conseguire riduzioni di spesa che, con riferimento alle spese di natura amministrativa e per il personale, saranno autonomamente deliberate con le modalità previste dal rispettivo ordinamento”.
 
Il comma successivo, tuttavia, prevede che “dal 1 agosto 2014 l’Assemblea equipara il trattamento economico del proprio personale ai livelli retributivi dei dipendenti dell’amministrazione regionale”. I risparmi di spesa, derivanti dal taglio dei trasferimenti all’Ars, viene destinato al fondo per la cancellazione dei residui attivi.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rosario Crocetta
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