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Catania - Porto, nella darsena lavori fermi. Bloccati gli stipendi degli operai
di Melania Tanteri

Sulla questione si è mosso anche il sindaco Enzo Bianco: “Questi ritardi ci preoccupano moltissimo”. Il cantiere è in stallo a causa dell’interruzione del mutuo da parte di una banca

Tags: Catania, Porto, Enzo Bianco, Giuseppe Alati



CATANIA - Dovrebbe essere completata entro il 2015 e consentire l’attracco a grandi navi. Ma i lavori sono quasi fermi e gli stipendi degli operai bloccati. Sui lavori della costruenda darsena, al porto di Catania, è intervenuto anche il primo cittadino di Catania, Enzo Bianco, per tentare di eliminare lo stallo che si è venuto a creare nell’importante cantiere cittadino, a causa di alcune inadempienze da parte dell’istituto bancario che si è aggiudicato con un bando pubblico il mutuo per il finanziamento con l’Autorità portuale dell’opera, nei confronti della Tecnis, la società che sta realizzando il nuovo molo a mezzogiorno.
Tutto, infatti, pare sia dovuto all’interruzione del mutuo contratto da parte di una banca che si è così resa inadempiente.

“Ho parlato con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta – ha affermato il sindaco Bianco – e anche con i rappresentanti del ministero per le Infrastrutture perché facciano pressioni sulla Banca facendole tenere fede agli impegni assunti. Qualora non fosse possibile riattivare il mutuo bancario – ha continuato - ho chiesto di trovare delle formule che consentano il pagamento delle spettanze per far ripartire i lavori: Catania non può davvero permettersi di perdere un solo giorno nella realizzazione di quest’opera strategica. Questi ritardi ci preoccupano moltissimo”.
 
L’infrastruttura, infatti, una volta realizzata potrebbe consentire una migliore organizzazione della parte commerciale del porto etneo, dando più spazio all’aspetto turistico e diportistico. “L’operazione, inoltre – ha sottolineato il primo cittadino - consentirà lo spostamento dell'area doganale nella zona sud. Tutto ciò, con la sua apertura alla città, consentirà di far diventare il Porto finalmente centrale nella vita di Catania”.

A illustrare le motivazioni dell’intoppo è stato il commissario straordinario dell’Autorità portuale, Giuseppe Alati, che ha evidenziato come il problema sia di mancanza di liquidità proprio perché la banca, la Dexia crediop, avrebbe negato il mutuo all’impresa, impedendo alla Tecnis di corrispondere agli operai gli stipendi, bloccati al mese di marzo. Alati ha spiegato che da aprile a maggio si erano avviate delle trattative per la rescissione del contratto con la banca e come, alla fine di maggio, sarebbero dovuti arrivare dei fondi alternativi. Ad oggi, però, non sarebbe cambiato e la Tecnis è ancora in attesa del suo credito. Un credito che, stando al rappresentante dell’Autorità portuale, sarebbe di circa 16 milioni di euro.

Nel frattempo cresce la preoccupazione anche tra gli industriali. Come ha evidenziato il presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi De Reburdone, che è intervenuto sulla situazione in difesa dell’azienda.

“L’informazione fornita dall’Autorità Portuale di Catania della messa in pagamento di una somma di 400 mila euro in favore della Tecnis Spa, che vanta oggi un credito consolidato di 24 milioni di euro, peraltro con il vincolo di destinazione al pagamento salari – affermano da Confindustria - rappresenta una goccia per nulla ristoratrice delle spettanze di un’impresa, tra le prime dieci in Italia, che rischia seriamente che nella fase di ‘studio della terapia’ possa accadere il peggio”.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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