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Quotidiano di Sicilia

Formazione, niente rimpianti. Non si torna più indietro
di Michele Giuliano

Stesso numero di ore e corsi per gli enti finanziati rispetto alla scorsa annualità dell’Avviso 20. Confermati i sostanziosi tagli voluti dalla Regione per il nuovo anno formativo

Tags: Formazione, Regione Siciliana, Nelli Scilabra, Avviso 20



PALERMO - Se qualcuno sperava che si potesse tornare indietro si è sbagliato di grosso. In Sicilia nessuna retromarcia attorno alla formazione professionale. La Regione ha infatti confermato la cura dimagrante che era stata già ampiamente preannunciata nelle scorse settimane: anzitutto la conferma del parametro di 117 euro ora/corso, contro le 125 invece dello scorso anno e che già all’epoca subirono un’ulteriore riduzione. Confermato invece lo stesso numero di ore formative rispetto alla passata annualità.
 
La Regione ha però, come garantito dal governo, stanziato le somme necessarie per pagare il personale. Quindi, almeno sulla carta, non dovrebbero esserci esuberi. Il taglio infatti dovrebbe pesare solo sul conto gestione, che peserà per il 18 per cento del totale del finanziamento.
 
Gli enti dovranno attingere esclusivamente dall'Albo degli operatori della formazione mentre saranno autorizzate le contrattualizzazioni relativamente alle figure altamente specialistiche non presenti nell'elenco. Ci sarà anche un maggior controllo sulle esternalizzazioni dei servizi (pulizie, consulenze e buste paga). Gli enti che hanno “furbescamente” sospeso il proprio personale sono fortemente a rischio di definanziamento, anche se questo aspetto al momento è solo un rumors e non c’è nulla di confermato. Pare che gli unici veri esuberi saranno all’incirca 500 unità, a parte quelli già prodotti nell’ambito dei progetti “Prometeo” e “Spartacus”.

Questo personale sarà collocato in un bacino dove gli enti potranno sempre attingere se necessiteranno di personale. Per quanto riguarda gli incentivi all’esodo ed altre modalità di fuoriuscita dal sistema la situazione deve ancora essere del tutto verificata nei termini. Altra questione spinosa, a proposito di servizi formativi, riguarda gli Sportelli multifunzionali il cui futuro dei circa mille e 700 lavoratori è ancora in bilico. E’ stato varato il bando che prevede la partecipazione sia dei 1.753 lavoratori dello Spartacus, sia degli 88 assunti dopo il 2008. “I partecipanti – rende noto il deputato regionale Marcello Greco che ha seguito con grande attenzione la vertenza - dovranno presentare i titoli in loro possesso e sostenere un colloquio formale, in quanto trattasi di bando pubblico, fermo restando che tutti i lavoratori saranno messi in condizione di essere assunti al Ciapi per un anno, con contratto a tempo determinato.

Le diatribe sollevate dal Ciapi stesso sono state superate dal Governo grazie all'incisivo intervento dell’apposita Commissione all’Ars. Si può dire che questi lavoratori possono guardare al futuro con maggiore tranquillità”.

Viene infine disciplinato sia il settore dell’Oif sia quello dell’apprendistato. Obiettivi dichiarati combattere la dispersione scolastica e dare ai giovani competenze specialistiche e professionali. La formazione sarà legata ai fabbisogni del mondo del lavoro, secondo quanto garantito dal governo siciliano. La Regione non gestirà più la formazione direttamente, ma si limiterà a controllare e a programmare. La gestione invece verrà affidata agli organismi intermedi, quali i liberi consorzi e città metropolitane.
 


Le perplessità degli addetti ai lavori
 
La riforma pone una serie di perplessità e ovviamente accende il dibattito. L’Unione lavoratori liberi della Formazione non vede di buon occhio la manovra: “I presupposti su cui si basa tutta l’ipotesi di riforma riteniamo siano assolutamente fuori dal mondo – si legge in una nota. Crediamo, infatti, che sia assolutamente utopistico poter parlare di sistema duale come il tedesco o quello utilizzato nella provincia autonoma di Bolzano per il semplice fatto che le condizioni socio-economiche e quindi del mercato del lavoro in Sicilia non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle realtà”.
Per quanto riguarda gli organismi gestori, i consorzi di comuni e le città metropolitane, l’Ull mette in evidenza che questi organismi esistono oggi solo sulla carta e non c’è nemmeno chiarezza sulle loro competenze e funzioni, per non parlare delle disponibilità finanziarie di cui dovrebbero dotarsi. “Non si è capito chiaramente – aggiunge l’organizzazione di categoria - come dovrebbero essere tutelati gli operatori iscritti al fantomatico Albo di cui all’articolo 14 ex legge regionale 24/76; fantomatico perché, ad oggi, lo stesso non ha ancora visto la luce con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Nelli Scilabra
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