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Palermo - Entra nel vivo la “cura” Lo Cicero per evitare il tracollo dell’Amia
di Luca Insalaco

Obiettivo ripatrimonializzazione attraverso la fusione con la più virtuosa e sana Amg gas. Il nuovo piano industriale punta soprattutto sul taglio degli appalti esterni

Tags: Palermo, Amia, Amg, Gaetano Lo Cicero, Tarsu



PALERMO – Ricostituzione del patrimonio societario e riequilibrio del conto economico. Il salvataggio di Amia passa per queste linee.
Fallito il tentativo di aumentare la Tarsu, con il cui gettito l’amministrazione comunale intendeva coprire parte del disavanzo gestionale, e incassati comunque i generosi stanziamenti romani (80 mln di euro nel decreto “milleproproghe”, 150 mln dal Cipe spalmati in tre anni), a Palazzo delle Aquile si confida nel piano industriale firmato dal presidente della società e segretario generale del Comune di Palermo, Gaetano Lo Cicero. Un piano basato sul taglio degli appalti esterni per lo smaltimento dei rifiuti speciali, l’avvio della raccolta differenziata e l’acquisto di nuovi mezzi. La “cura” del presidente del Cda ha prodotto intanto il ridimensionamento della somma richiesta dall’ex municipalizzata per l’adeguamento del contratto di servizio da 35 a 22,5 milioni di euro. Soldi che il Comune, stante la “rigidità” del proprio bilancio, intende incassare dal contestato raddoppio dell’aumento Irpef, varato dall’esecutivo un paio di settimane fa.

La ricetta per il superamento strutturale dell’attuale crisi societaria prevede poi la ripatrimonializzazione attraverso la fusione con la più virtuosa Amg spa e il conferimento di beni immobili di proprietà del Comune. Nell’operazione potrebbero essere coinvolti l’ex Palazzo delle Ferrovie in piazzetta Cairoli, il Palazzo La Rosa di via Alloro, e i terreni dell’ex poligono militare Bellolampo. La cessione delle quote di Amg, tuttavia, non piace ai sindacati dell’azienda del gas, secondo i quali le azioni “sarebbero immediatamente aggredite dai creditori di Amia, con il solo risultato di affondare una società come Amg fiore all’occhiello della città”.

“I lavoratori di Amg spa - dicono le segreterie aziendali e territoriali di Filcem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil - hanno dato un serio contributo al raggiungimento di obiettivi di produttività e redditività e non intendono in alcun modo vedere vanificati i loro sacrifici per un fantomatico piano di risanamento”. L’idea di riorganizzare le società, accorpandole per tipologia di servizi, è parente di quella super-holding prospettata lo scorso anno dalla società Medhelan. Un progetto di tre pagine e mezzo, costato 400 mila euro, che prevedeva la creazione una maxisocietà che avrebbe gestito, con l’Amia a fare da capofila, tutte le aziende comunali. Ora il nuovo atto di indirizzo che ha appena avuto il visto della Giunta municipale.
 


Tarsu. Per il Tar l’aumento è illegittimo
 
PALERMO – Piove sul bagnato per la Giunta Cammarata. Il Tar di Palermo ha annullato la delibera con la quale, nel 2006, l’esecutivo aveva disposto l’aumento del 75% della tassa sui rifiuti. I giudici hanno accolto il ricorso di Assindustria, sostenendo che spettava al Consiglio comunale e non alla Giunta la decisione sulla modifica della tariffa. “Dall’aumento della Tarsu il Comune ha incassato circa 40 milioni di euro l’anno, che adesso dovranno essere restituiti ai cittadini. Insomma, dopo il pasticcio della Ztl si aggiunge quello della Tarsu, e tutto lascia pensare che lo stesso accadrà con l’Irpef anch’essa aumentata in giunta scavalcando indebitamente il consiglio” commenta il capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi, Davide Faraone. E intanto è ancora emergenza rifiuti in città. Le strade, soprattutto in periferia, sono lastricate di spazzatura e i roghi ogni notte impregnano l’aria di diossina. Oltre alle risorse, all’Amia aspettano i nuovi autocompattatori e l’avvio della raccolta porta a porta.

Articolo pubblicato il 07 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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