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Palermo - Approvato il nuovo contratto Rap: si chiude ufficialmente l'era Amia
di Gaspare Ingargiola

Superati i dubbi del ragioniere generale Agnello e del segretario Dall’Acqua è arrivato il “sì” del Consiglio. L’importo del contratto per la gestione dei rifiuti è di 130 mln €, più l’Iva al 10%

Tags: Palermo, Rap, Amia, Leoluca Orlando, Rifiuti, Amap



PALERMO – Ora non ci sono più alibi: la Rap ha un suo contratto di servizio. Approvato dal Consiglio comunale nella notte tra mercoledì e giovedì, è il primo che la nettezza urbana ottiene dal 1999. Anche i lavoratori possono tirare un sospiro di sollievo: la triste pagina dell’Amia si chiude qui, col nuovo contratto la Rap, che già registrava perdite di un milione al mese, potrà recuperare un po’ di liquidità. A sostenere l’azienda, a parte alcune voci, saranno i cittadini con le tasse: la Tasi ma soprattutto la Tari (ex Tares). L’importo complessivo del contratto è di 130 milioni di euro più l’Iva al 10%, quindi circa 140 milioni, anche se il forzista Giulio Tantillo sostiene che “l’Iva va considerata al 22% per un costo che lievita a oltre 150 milioni”. Il precedente contratto Amia costava al netto 104 milioni (114 con l’Iva al 10%), 26 in meno.

Prima di arrivare al “sì” di Sala delle Lapidi il testo è passato attraverso le forche caudine del segretario generale e del ragioniere generale, che hanno sollevato parecchie osservazioni tecniche la cui soluzione lascia tuttora margini di dubbio. Per superare tutti gli ostacoli nelle ultime settimane gli uffici e l’Avvocatura hanno affrontato un tour de force di riunioni e studiato commi e cavilli. Malgrado ciò, il ragioniere generale, Carmela Agnello non è rimasta del tutto convinta delle spiegazioni fornite e ha accordato il proprio parere favorevole solo per il 2014 pur trattandosi di un contratto di durata quinquennale. E, come ha fatto notare il segretario Fabrizio Dall’Acqua, ad oggi mancano ancora il budget, il piano industriale dell’azienda e un piano di sviluppo attraverso l’impiantistica.

Ci penserà il presidente Sergio Marino con il suo Consiglio di amministrazione a far ripartire la macchina organizzativa: adesso i soldi ci sono. “La Giunta e il Consiglio hanno fatto la propria parte – ha commentato su twitter il sindaco Leoluca Orlando –. Adesso Palermo può e deve pretendere che gli operatori Rap di tutti i livelli smettano di ‘annacarsi’ (perdere tempo, nda) come talora accade e che i palermitani tutti si comportino civilmente, come purtroppo spesso non accade”. Durante il dibattito in aula il principale oggetto delle contestazioni è stato il servizio di manutenzione stradale, decisivo ai fini dell’equilibrio di bilancio dell’azienda perché da solo vale 14 milioni di euro che Palazzo delle Aquile garantirà tramite la Tasi. Tale servizio, infatti, per la sua natura strumentale avrebbe dovuto essere ceduto a privati, così come prescrive la spending review del governo Monti. Il dirigente del settore Ambiente, Francesco Fiorino, ha proposto di superare il divieto, con il paletto giuridico di una sentenza del Consiglio di Stato, classificando il servizio come “un sistema integrale di interventi sulla viabilità cittadina” e attribuendogli dunque una valenza pubblica, inclusi gli interventi dopo i sinistri stradali.

Un paio di settimane fa tale interpretazione era stata anticipata da un voto in aula per modificare lo Statuto, che inizialmente prevedeva che l’intervento della Rap solo per “rattoppi” d’emergenza al manto stradale. Adesso il servizio è messo a sistema con un meccanismo “a chiamata” in base alle necessità del momento e con un lavoro di coordinamento tra la Rap, i settori Verde e Ambiente e gli altri uffici. C’è una grossa novità: l’articolo 11 stabilisce che non sarà più il Comune ma la Rap a doversi addossare la responsabilità civile, e i conseguenti risarcimenti, in caso di condanne per gli incidenti stradali che si verificano per inadempienze o cattiva manutenzione delle strade. I debiti fuori bilancio di piazza Pretoria subiranno una drastica riduzione ma la Cisl esprime “cautela in merito alle conseguenze economiche di questo aspetto, ci auguriamo che non disallinei i conti dell’azienda”.
 
Ecco, infine, i principali costi netti: servizio di igiene ambientale 106 mln, pulizia sedi giudiziarie 4,5, disinfestazione e derattizzazione 3,1, manutenzione stradale 14.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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