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Messina - Fondazione "Giuseppe Mazzullo", debiti e pignoramenti. Muore un altro presidio di cultura a Taormina
di Massimo Mobilia

Il contenzioso giudiziario non è insormontabile ma dal Comune non ci sono decisioni nette. Fondazione senza un euro, mostre rinviate, Palazzo Duchi in parte inagibile

Tags: Taormina, Turismo, Cultura



TAORMINA (ME) - Un meraviglioso angolo di Taormina sta lentamente morendo. È in sintesi il grido d'allarme lanciato nei giorni scorsi dal presidente della Fondazione “Giuseppe Mazzullo”, Alfio Auteri, sullo stato economicamente critico della compagine, ma soprattutto sul degrado in cui versa il Palazzo Duchi di Santo Stefano, sede della prestigiosa Fondazione dedicata allo scultore siciliano. Una storia surreale è emersa dalle parole di Auteri e riguarda il rischio di pignoramento della Fondazione a causa di un mancato pagamento di 3.946 euro, per materiale cartaceo servito ad una mostra tenutasi nel 2010 che oggi, tenendo conto delle varie spese, è lievitato a quasi 9 mila euro.

Una cifra irrisoria che però rischia di far chiudere i battenti al sodalizio nel silenzio dell'amministrazione comunale del sindaco, Eligio Giardina. Il provvedimento, notificato lo scorso maggio, è stato infatti girato agli uffici comunali ma, secondo quanto riferito da Auteri, non si è mosso nulla per provi rimedio. C'è inoltre da far fronte ad una citazione in Tribunale da parte di una compagnia assicurativa per il mancato pagamento delle polizze 2013 e 2014, per un totale di circa 7.500 euro, motivo per cui tra l'altro l'ingresso al pubblico non è più consentito e il Palazzo Duchi di Santo Stefano va così ad aggiungersi al triste elenco dei monumenti taorminesi dove i turisti non possono far altro che trovare i cancelli chiusi.

Davvero un peccato per un sito storico che ospita, nel bellissimo giardino, alcune opere del maestro Mazzullo, che è servito per allestire numerose mostre e che costituiva una delle sedi maggiormente richieste per lo svolgimento di matrimoni civili officiati dal Comune di Taormina. Il problema è che il Comune - azionista principale della Fondazione - non solo non sa come affrontare la richiesta di pignoramento e la citazione giudiziaria, ma non ha neanche pagato i contributi annuali 2013 e 2014, né tantomeno versato le somme incassate dai matrimoni. Il risultato è che la Fondazione presieduta da Auteri si trova senza un euro in cassa e non può far fronte a pulizie e manutenzioni. Manca, in particolare, l'illuminazione artistica delle opere in giardino e il sistema automatico di irrigazione, mentre il terzo piano è totalmente inagibile per infiltrazioni dal tetto.

Senza risorse è impossibile poi programmare nuovi appuntamenti artistici e culturali: una mostra dedicata a Modigliani è già saltata, e adesso rischiano seriamente di non poter essere allestite le mostre dedicate a Botero, Matta e Fontana previste a settembre e ottobre. “Ci rendiamo conto che il momento politico ed economico non è dei migliori - ha commentato Auteri - ma si tratta di un investimento turistico e culturale a cui la città non può rinunciare”. Un altro angolo della Perla che sta morendo. 

Articolo pubblicato il 29 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Anche il Palazzo Duchi di Santo Stefano chiude al pubblico
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