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Catania - La scommessa degli asili nido e il nodo del personale in più
di Melania Tanteri

Finora solo la Uil non ha sottoscritto l’accordo chiedendo maggiore attenzione al Consiglio comunale. L’assetto trova sostegno e la rimodulazione vede sempre minori polemiche

Tags: Catania, Enzo Bianco, Asilo Nido, Scuola



CATANIA - Pace fatta sugli asili nido. O quasi. Sebbene continui a far discutere la rimodulazione del servizio di asili nido comunali intrapreso dalla Giunta Bianco per rientrare nei limiti imposti dal Piano di riequilibrio finanziario, le polemiche delle ultime settimane sembra si stiano smorzando, in seguito all’incontro che l’amministrazione comunale ha organizzato con le rappresentanze sindacali che, nei giorni scorsi, avevano lanciato nuovamente l’allarme sulla tenuta del fondamentale servizio, in seguito alle notizie diffuse secondo cui, il Comune starebbe ulteriormente tagliando il servizio, mantenendo invariate le rette, da quest’anno più elevate, sia per la mezza giornata che per il tempo pieno.

“Abbiamo appreso che ci saranno meno educatrici comunali rispetto alle 91 dell’anno scorso – avevano dichiarato i rappresentanti della Cgil, che hanno preso parte agli ultimi incontri con l’assessore all’Armonia sociale, Fiorentino Trojano. Ci hanno parlato di una possibile proroga dell’appalto attuale in attesa di che vengano risolti alcuni problemi legati ai sevizi a domanda individuale” – avevano aggiunto, riferendosi al fatto che il numero delle educatrici presenti nelle strutture dipende dal numero dei bambini iscritti, minore rispetto al passato, proprio per l’aumento delle rette.

Non solo. Ad aumentare le preoccupazioni anche gli annunci da parte dell’amministrazione di riduzione del numero delle strutture comunali, per via dell’esternalizzazione della gestione di alcune di queste. Una ipotesi, questa, illustrata dall’assessore Trojano ai rappresentanti  sindacali di Fp Cgil, Fp Cisl e Confsal Dicap, la scorsa settimana.

Il rappresentante dell’amministrazione ha infatti spiegato che dei 14 asili nido, dieci rimarranno gestiti direttamente dal Comune mentre le quattro strutture rimanenti verranno finanziate attraverso i fondi Pac. Di queste, inoltre, due saranno asili veri e proprio mentre le altre saranno trasformate in asili di caseggiato, per andare incontro anche alle richieste delle fasce più deboli della popolazione.

“Questo – ha commentato il segretario alla funzione pubblica della Cgil Gaetano Agliozzo - è il primo passo relativo al riordino degli asili nido di cui si è tanto parlato”.

Continua a preoccupare, però, l’aspetto legato al personale, considerato che con la riorganizzazione servirà meno personale in servizio nelle cooperative sociali che operano per il Comune. Per questo la Uil, critica per il rischio reale per 19 lavoratrici, ha rifiutato di firmare l’accordo, chiedendo al Consiglio comunale di riflettere attentamente prima di approvare quanto predisposto dall’amministrazione.

Eppure, il servizio di esternalizzazione alla base della riduzione del personale del Comune di 19 unità, non poteva che essere approvato in tale dimensione perché previsto dal bando. Come evidenziato dalla Cgil i cui rappresentanti chiedono all’assessore che vengano rispettati i livelli, le qualifiche e le mansioni dei lavoratori e che venga anche prevista la formazione per garantire riqualificazione. Nell’accordo è stata anche prevista la mobilità su base volontaria, anche presso altri uffici comunali. Inoltre, l’accordo tiene conto del fatto che se dovesse aumentare il numero dei bambini entro breve tempo, il personale in esubero rientrerebbe in servizio.

“Per questo – hanno concluso - abbiamo chiesto ed ottenuto di tenere aperto questo tavolo e pervenire ad un accordo a fine agosto per valutare la situazione meglio con numeri più aggiornati ed attendibili”.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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