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Quotidiano di Sicilia

Messina - Il pedaggio-obolo di Villafranca continua a resistere agli attacchi
di Francesco Torre

Il vice presidente del Cas, Gazzara: “Ci frutta tra i 2,7 e i 2,8 mln € l’anno, non possiamo rinunciare”. Dimezzamento-bluff. Risarcimento o esonero per i residenti: proposte rifiutate

Tags: Messina, Autostrada, Cas, Consorzio Autostrade Siciliane



Messina - Doveva partire l’1 luglio ma ha avuto ben 10 giorni di ritardo. L’introduzione del dimezzamento del costo del pedaggio autostradale in entrata e in uscita dallo svincolo di Villafranca, voluto dal Cas per decongestionare il traffico sul Viadotto Ritiro (a una corsia da oltre un anno per le ben note questioni di sicurezza), è stato un mezzo bluff, soprattutto per quei pendolari che hanno fatto salti mortali per fare in modo di imboccare l’autostrada nei tempi indicati. Il provvedimento, infatti, non è rivolto a tutta la cittadinanza, ma solo ai possessori di Telepass che utilizzeranno lo svincolo dalle 21 alle 8 e dalle 14 alle 16. Per giunta, poi, varrà solo fino al 30 agosto.
 
A conti fatti, dunque, non è una grande concessione, soprattutto considerando che lo svincolo si trova pur sempre all’interno del territorio comunale, e che la cifra del pedaggio è in proporzione una delle più salate d’Italia, ovvero € 1,20 anche se imbocchi l’autostrada a Giostra e percorri il tratto più breve, pari a 8,5 km.

La battaglia per l’eliminazione del balzello, però, è lunghissima. A suo tempo se l’era intestata anche l’ex sindaco Peppino Buzzanca (lui sì che era sensibile al settore auto, come dimostrato dall’uso di quella blu quando era Presidente della Provincia, non come quel ciclista di Accorinti), ma senza ottenere alcunché. E oggi con ogni probabilità finiranno per naufragare anche gli ultimi tentativi posti in atto dai rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali per mettere fine al tributo, un obolo che di per sé ricorda l’inspiegabile “fiorino” di Non ci resta che piangere.

Nell’elenco dei richiedenti l’eliminazione del pedaggio al casello di Villafranca (o Ponte Gallo che dir si voglia) sono infatti entrati nei giorni scorsi il consigliere comunale Pd Nicola Cucinotta e il deputato Ncd Enzo Garofalo. Il primo ha invitato il sindaco a chiedere un risarcimento al Cas per i 42 anni di pedaggi versati illegittimamente (un modo creativo per risolvere la crisi economica di Palazzo Zanca). Il secondo, da esperto mediatore, ha invece chiesto al Cas di eliminare il balzello quantomeno per le 500 famiglie che vivono in territorio comunale nei pressi dello svincolo (500 famiglie sono sempre bei voti, avrà pensato Garofalo!). Entrambi, comunque, hanno avuto risposta negativa dal vice presidente del Consorzio, Antonino Gazzara: “Quel pedaggio ci frutta tra i 2,7 e i 2,8 mln l’anno su un totale di circa 77 mln. Non è una cifra alla quale, in questo momento, possiamo rinunciare”, ha infatti affermato.

Come dargli torto? Senza quei soldi come si potrebbero pagare tutti gli stipendi dell’elefantiaca struttura di Contrada Scoppo, oltre a quelli di presidente, vice presidente, Cda e compagnia bella?

Articolo pubblicato il 01 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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