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Gibiino: "Operazione Mare nostrum solo un’agevolazione per i trafficanti"
di Rocco Angelico

Elvira Iovino: “Anche in Sicilia rischio sfruttamento lavorativo, basterebbe che gli ispettori facessero dei controlli”. Questa è la linea di pensiero comune seguita da Gibiino (Fi) e dalla coordinatrice del Centro Astalli

Tags: Mare Nostrum, Immigrazione, Elvira Iovino, Vincenzo Gibiino



Catania – "Mare nostrum" è un intervento umanitario corretto? è questa la domanda che si fanno molti cittadini italiani, e soprattutto tanti operatori sociali e militari impegnati nella missione di salvataggio. Abbiamo rivolto alcune domande sul tema al Senatore e coordinatore di Forza Italia in Sicilia, Vincenzo Gibiino che da qualche tempo si batte per la fine dell’intervento, nonché alla responsabile del Centro Astalli,  Elvira Iovino.

Onorevole Gibiino che ne pensa dell’operazione “Mare nostrum” ?
“La missione Mare nostrum è un fallimento; nata per affrontare l’emergenza sbarchi e contrastare l’attività dei trafficanti di vite umane, è finita per incentivare i viaggi della speranza, e si è rivelata nei fatti complice degli stessi criminali. Nonostante il grande lavoro delle Forze dell’ordine, dei militari e del personale sanitario, non sarà possibile per l’Italia, e segnatamente per la Sicilia, opporsi ad un’onda migratoria stimata in 800 mila persone solo nel 2014”.

 Si vociferano anche rischi di epidemie?
"Il rischio epidemie è reale, non abbiamo il totale controllo della gente che arriva, e non è possibile valutare all’istante le effettive condizioni di salute in cui gli immigrati sbarcati versano".

Quali sono le spese stanziate per l’operazione “Mare nostrum”?
"Anche i costi per portare avanti la missione, si stanno rivelando incontrollabili: l’Italia spende 9,5 milioni di euro al mese, e 300 mila euro al giorno, ma sono somme destinate ad aumentare".

Negli ultimi mesi la situazione in città è di molto peggiorata; ad esempio, alla Stazione centrale Fs in un recente passato si sono registrati casi di tensione che hanno portato alla parziale chiusura dell’Help center della Caritas per l’enorme numero di immigrati che da tempo bivaccano in zona, ed è proprio qui che è presente il Centro Astalli coordinato da Elvira Iovino, la quale ci ha chiarito il motivo della inutilità della missione “Mare nostrum”:
“Siamo stati i primi a dire che l’operazione Mare nostrum ha dato avvio ad agevolare altri viaggi e le organizzazioni criminali sanno che in questo modo possono far partire le loro imbarcazioni con qualsiasi condizioni di mare."

Quali soluzioni propone?
"Abbiamo chiesto un canale umanitario che potrebbe far cessare questa tragedia, e tra l’altro anche l’Alto Commissariato per le Nazioni Unite si è detto disponibile per monitorare le persone facendo un distinguo tra migranti economici e migranti forzati".

Ma c’è il rischio di epidemie?
"L’allarmismo sulla tubercolosi è risibile; quel tipo di analisi al braccio risulta positivo un po’ per tutti, ma questo non significa affatto di avere la tubercolosi, significa soltanto di essere stati a contatto con il bacillo di Koch. L’unico pericolo è la scabbia, ma anche i senzatetto che dormono per terra hanno questa patologia".

In Sicilia sono spuntati nuovi traffici illegali?
"Un nuovo traffico di schiavi, che fa gola ai caporali anche italiani per i lavori stagionali, vedi quello che succede a Rosarno o Cassibile: basterebbe che gli uffici del lavoro facessero dei controlli. Inoltre è nata un’organizzazione di “taxi”, per la maggior parte sono nigeriani e senegalesi che si sono inventati un mestiere: aspettano che questi poveretti, eritrei o somali, raggranellano 600 euro e dopo li “traghettano” stipandoli in otto ad auto e portandoli alla frontiera".

Articolo pubblicato il 05 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vincenzo Gibiino
Vincenzo Gibiino
Elvira Iovino, responsabile del Centro Astalli
Elvira Iovino, responsabile del Centro Astalli