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Catania - Bianco sblocca la vicenda Tecnis: ingiustificabili sette mesi di ritardi
di Melania Tanteri

Da gennaio l’azienda non riceve i pagamenti. Alati si difende, il sindaco ottiene da Padoan 8,2 mln €. I numeri di Costanzo: un buco di 27 mln € dietro i lavori della nuova darsena

Tags: Catania, Enzo Bianco, Tecnis, Carlo Padoan, Lavoro



CATANIA - C’è uno spiraglio per i lavoratori della Tecnis. L’azienda che sta realizzando i lavori alla nuova darsena del porto, potrà infatti contare sul provvedimento firmato dal ministro dell’economia, Carlo Padoan, dopo dell’interessamento del sindaco Enzo Bianco.

“Il decreto di otto milioni e duecento mila euro – ha affermato Bianco –  è stato già trasmesso alla Ragioneria generale e, dopo un passaggio dalla Corte dei conti, sarà erogato. Si tratta di un passaggio fondamentale – ha proseguito il primo cittadino - per la continuazione dei lavori dopo il grido d’allarme dell’azienda. Ho seguito personalmente passo passo nelle ultime settimane l’iter della vicenda – ha aggiunto - e adesso sono felice di poter dare questa notizia”.

Un iter complicato, quello dei fondi per la Tecnis, che si è arenato, stando a quanto affermato dagli stessi vertici della società, in seguito alla prolungata mancanza di liquidità che ha impedito di erogare gli stipendio per mesi. Una situazione al limite che ha spinto i vertici dell’importante realtà imprenditoriale a scrivere direttamente al presidente del Consiglio Renzi.

“Siamo costretti, nostro malgrado, a scrivere questa breve nota per richiamare l’attenzione su un’incresciosa vicenda che sta avendo ripercussioni pesantissime sulla vita di Tecnis, un’azienda virtuosa nata in una in una terra difficile come quella siciliana, con 1.500 dipendenti, tra dirigenti, impiegati e operai, che portano avanti ogni giorno un progetto imprenditoriale fatto di qualità, trasparenza e rispetto della legalità – scrivono Mimmo Costanzo e Concetto Bosco ai vertici del Governo. La Tecnis, che sta attualmente costruendo la darsena commerciale del Porto di Catania, è oggi messa a dura prova da gravi comportamenti omissivi da parte dei vertici dell’Autorità Portuale catanese, continuati - continuano -  che stanno mettendo in forse gli impegni contrattuali assunti due anni fa, procurandoci ad oggi un “buco” di circa 27 milioni di euro”.
 
Nonostante il quale, specificano i due, i lavori fondamentali per la città, sono andati avanti. Ma con grandi difficoltà. È dal mese di gennaio, infatti, che l’azienda non riceve i pagamenti accumulando in questo modo un credito di quasi 30 milioni di euro. Il finanziamento sarebbe dovuto arrivare dalla banca Dexia Crediop che avrebbe però rescisso il contratto con il quale si garantiva il mutuo per la darsena. Una vicenda che, secondo i vertici della Tecnis, sarebbe dovuta a inadempienze da parte dell’Autorità portuale, guidata da qualche mese dal commissario straordinario Giuseppe Alati, nominato in sostituzione di Cosimo Aiello, il quale però si difende. “Noi abbiamo completato la procedura che ci compete e inviato tutto al ministero – ha replicato - possiamo solo sollecitare la firma del decreto, ma nulla di più”.

L’intercessione del ministro Padoan, comunque, sembra aver restituito serenità all’impresa, i cui vertici si definiscono “soddisfatti e rassicurati” per la boccata d'ossigeno giunta da Roma. “Tuttavia – concludono – c’è la necessità che venga a breve completata l'erogazione dell'intero credito, confermando comunque il proprio impegno a completare la costruzione della nuova darsena entro fine settembre". 

Articolo pubblicato il 05 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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