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Giovanni Arnone: "La Regione verso la regia del trasporto"
di Francesco Sanfilippo

Forum con Giovanni Arnone, dirigente generale dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti

Tags: Giovanni Arnone



Esiste un Piano Trasporti? Quale importanza ha l’accordo dell’assessorato delle Infrastrutture con le Ferrovie dello Stato per la Sicilia?
“Esiste già un Piano Trasporti dal 2002 che è in via di aggiornamento e che è una cornice nel quale inserire nelle linee essenziali la gestione e la realizzazione di opere come porti, aeroporti, autostrade e le interconnessioni tra queste strutture. Dal punto di vista attuativo, poi, ci sono i Piani di settore. La novità più importante racchiusa nell’accordo con le Ferrovie è che la Regione Sicilia potrebbe governare il trasporto pubblico locale nella sua interezza. Nel piano di settore ferroviario, la Regione avrà per la prima volta la regia del trasporto su gomma e su ferro. Gestendoli insieme, la Regione potrà integrarli ed evitare sovrapposizioni con relativo sperpero di denaro pubblico, lasciando zone scoperte. Non esiste una civiltà se non si assicura la mobilità”.

Quale tipo di trasporto favorite?
“L’Assessorato preferisce favorire il trasporto su ferro, perché questo tipo di trasporto è meno inquinante, ma non si può fare a meno del trasporto gommato in una regione, dove le linee ferroviarie non sono distribuite in modo uniforme. In realtà, come trasporto non c’è un’alternativa immediata al trasporto su gomma per le aree interne. In Europa, le aree marginali sono state distribuite secondo quattro classi, in cui le ultime due sono le zone periferiche e ultra-periferiche. In Sicilia molte zone interne sono ultra-periferiche, perché hanno una viabilità, una rete infrastrutturale e dei servizi non adeguati, perciò in queste zone non si possono realizzare linee ferroviarie e occorre un’integrazione equilibrata con il trasporto gommato”.

Quali sono i tratti salienti dell’accordo con Trenitalia?
“La convenzione che la Regione farà con Trenitalia, è un contratto di servizio, sarà preceduta da un accordo di programma che la Regione farà con lo Stato e, in particolare, con il Ministero delle Infrastrutture. La nostra proposta è già stata inviata a questo Ministero, il quale non ha sollevato obiezioni, ma ora questa bozza passerà al vaglio del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Poiché questo stesso accordo prevede una spesa finanziaria di 111 milioni di euro da parte dello Stato che sarà versata alla Regione prima e da quest’ultimo a Trenitalia, occorre il loro parere favorevole. Dopo, si stipulerà l’accordo di programma con le Ferrovie e, infine, un accordo di fornitura di servizi con Trenitalia, con cui si ha un obbligo di usufruire dei loro servizi per sei anni. Tuttavia, ora sarà la Regione a stabilire le priorità e gli indirizzi cui Trenitalia è obbligata a dare seguito. Per esempio, per la tratta Palermo-Messina non si possono impiegare tre ore e mezza, ma occorre un servizio che duri due ore, evitando le tratte intermedie. In questo senso, esistono dei contatti per inserire all’interno del contratto di servizio un collegamento veloce Palermo-Messina, migliorando il collegamento tra le due città con la rete esistente. Così, non avrà più ragion d’essere che le medesime tratte siano servite sia dal trasporto su gomma sia da quello su ferro, perciò il trasporto su gomma sarà destinato ad altre zone. Si stabiliranno così gli orari, le destinazioni ecc… e, ora, la Regione potrà dare queste indicazioni”.

Con Rete Ferrovie Italiane che rapporti avete?
“Con Rfi esiste un Cis, contratto istituzionale di sviluppo, che è il modello più avanzato della programmazione negoziata. In questo modello, non sono previsti interventi che non dispongano di finanziamento, ma interventi che abbiano un cronoprogramma e che abbiano la loro copertura finanziaria. Per ogni singola opera, esiste la scansione temporale che periodicamente è soggetta a rivisitazione. Questo Cis, che è stato firmato nel 2013, prevede la velocizzazione delle tratte Messina-Catania-Palermo per un importo di 2,4 miliardi. I finanziamenti sono già disponibili, che, però, non saranno sufficienti per realizzare tutte le opere necessarie. Un altro intervento riguarda Castelbuono, mentre ci si occuperà a breve della Palermo-Messina”.
 
Quali sono e in cosa consistono i progetti che riguardano Palermo?
“Il comune di Palermo ha attivato un percorso virtuoso di mobilità urbana sostenibile e l’Assessorato sta accompagnando questo processo. Il primo progetto è stato il passante ferroviario che trasformerà la stazione Notarbartolo nello snodo fondamentale di tutta la mobilità urbana del comune. Questo passante è stato finanziato con 281 milioni, prevede 15 stazioni ed è fondamentale perché permetterà di raggiungere l’aeroporto velocemente. Il tram, a sua volta, raggiungerà Notarbartolo che sarà lo snodo delle tre linee tramviarie, la cui conclusione dei lavori è prevista nell’ottobre 2015 per un importo di 87,7 milioni di euro, cui si aggiungeranno altri 50 milioni. È previsto nella programmazione nuova la realizzazione di un prolungamento della linea tramviaria di Corso Calatafimi che arrivi fino alla stazione metropolitana di Palazzo Orleans, così da favorire la mobilità degli studenti universitari”.

Che cosa può dirci sull’anello ferroviario?
“Il tratto che arriverà a Piazza Politeama è stato finanziato per 27 milioni sul Po-Fesr e per 46 milioni di risorse liberate. Il completamento dell’anello successivo metterà in collegamento tutto il centro città, dal Politeama alla stazione Notarbartolo, il cui costo stimato è di 100 milioni, ma manca un progetto. Infine, presso il Forum è previsto un autoporto, dove i pullman lasceranno i passeggeri che potranno usare i mezzi di trasporto a iniziare dai tram, cosa che decongestionerà il traffico”.
 

 
Anche Catania e Messina al centro dei nostri progetti

Quali sono i progetti per Messina?
“A Messina non sono presenti lavori pubblici, ma la nuova giunta, insieme alla nuova amministrazione dell’azienda trasporti, sta attivando alcune buone iniziative. Riguardo il trasporto gommato e tramviario, l’azienda ha recuperato dei mezzi inutilizzati e li ha rimessi in servizio”.
 
Che cosa prevedete di realizzare a Catania?
“A Catania, invece, il Cis prevedeva che la ferrovia passasse in superficie, ma l’amministrazione si è opposta, scegliendo l’interramento della linea senza entrare nel centro abitativo. La spesa supplementare è stata stimata in 500 milioni, ma queste risorse non ci sono e la sua realizzazione è subordinata al loro reperimento. Al contrario, la Circumetnea che è una metropolitana, è un soggetto gestito direttamente dal Ministero delle Infrastrutture che non presenta criticità. La linea consta, però, una tratta limitata, perciò sono state predisposte delle somme per completare il sistema di trasporto metropolitano sia interno alla città di Catania sia esterno. Ora, sono state finanziate tre tratte che sono in fase di realizzazione per un importo di 118 milioni. Poi, si prevede un’estensione dei lavori verso Misterbianco, ma non c’è la copertura finanziaria, per cui la tratta arriva fino alla stazione Stesicoro. Dopo di che, la Ferrovia Circumetnea ha elaborato un progetto definitivo per congiungere questa stazione con l’aeroporto di Catania per un importo di 492 milioni, di cui 90 sono già disponibili. I 402 milioni rimanenti saranno richiesti nei finanziamenti europei 2014/2020, per cui sono già pronte le schede. È prevista anche la creazione di una stazione che sia vicina all’aeroporto, la cui realizzazione è subordinata all’interramento della ferrovia per un importo di 265 milioni di euro. Il tavolo tecnico sta elaborando l’accordo tra i soggetti interessati quali l’Enac, le Ferrovie e il comune”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Giovanni Arnone, dirigente generale dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti
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