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Quotidiano di Sicilia

Centri per l’impiego ormai fuori dal tempo
di Michele Giuliano

In un atto di indirizzo l’assessore Bruno impone al Dipartimento una rivisitazione delle piante organiche. Dopo gli intoppi legati al Piano Giovani, si pensa a come rilanciare questi uffici

Tags: Centro Per L'impiego, Regione Siciliana, Lavoro, Giuseppe Bruno



PALERMO - C’era bisogno del Piano Giovani per capire che i Centri per l’impiego siciliani scricchiolano? Al governo regionale evidentemente sì dal momento che solo adesso si stanno accorgendo che vi sono delle “criticità” soprattutto sul piano della distribuzione del personale nei vari uffici. Come nei Consorzi di bonifica anche i Cpi presentano casi in cui vi sono piante organiche eccessive ed altre invece del tutto sguarnite. Potenza di una Sicilia che nel pubblico impiego ha fatto man bassa di clientelismo ed ora ne paga amaramente le conseguenze. La falsa partenza del Piano Giovani, con tante criticità degli uffici del Cpi nel ricevere la valanga di istanze tanto da far bloccare la prima tranche di domande, sembra abbia svegliato qualcuno dalle stanze dei bottoni di Palazzo d’Orleans.
 
In primis l’assessore regionale al Lavoro Giuseppe Bruno, da cui dipende la gestione di queste strutture, il quale ha emanato un atto di indirizzo al Dipartimento regionale del Lavoro per “riorganizzare” l’assetto del Centri per l’impiego: “Si impone un intervento di razionalizzazione – sostiene l’assessore – dei Centri per l’impiego idoneo ad ottimizzare la distribuzione delle risorse umane”. Qui Bruno entra nel merito dell’attuale situazione che investe gli uffici dell’ex collocamento: “E’ noto che il settore registra Centri per l’impiego sovradimensionati, quanto a personale, in rapporto all’ampiezza del territorio di riferimento ed alla popolazione residente, e viceversa. Si chiede un ulteriore impegno idoneo a migliorare, in tempi brevi, i livelli delle prestazioni facendo leva sugli strumenti dell’ordinamento vigente in tema di mobilità interna dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni”.

In poche parole al Dipartimento viene chiesto di effettuare una ricognizione delle piante organiche e lo spostamento degli impiegati da un ufficio all’altra in base alle esigenze che si presentano. Bruno in pratica vuole una redistribuzione del personale che, in termini quantitativi, deve essere parametrato all’utenza presente nel territorio di riferimento: “Bisognerà assicurare al contempo – precisa l’assessore – una coerenza tra esperienze lavorative e professionali proprie di ciascun dipendente e le figure in concreto richieste, nello specifico, per ciascuna misura del Piano di attuazione della Garanzia Giovani e, in generale, per il miglior assolvimento dei servizi al lavoro a regime”.

Intanto proprio in questi giorni, dopo l’esordio “drammatico”, è ripartita la seconda trance da 800 tirocini relativi al Piano Giovani Sicilia. Come accaduto nel mese di luglio c’è stata la corsa ad accaparrarsi il primo click per poter usufruire di uno degli 800 tirocini retribuiti 500 euro al mese, per sei mesi, con relativa possibilità di assunzione al termine del periodo di prova. Proprio per superare l’iniziale criticità dei Cpi la procedura di iscrizione potrà essere avviabile completamente online, grazie alle ultime novità introdotte dall’assessorato al Lavoro. I giovani interessati, dunque, potranno aderire online al Patto di servizio, attraverso l’apposita funzionalità “Patto di Servizio Online”, disponibile sul sito www.didonline.cosicilia.it.
 

 
Già istituita in Assessorato una task force
 
Per monitorare le fasi di riorganizzazione dei Centri per l’impiego l’assessore Bruno ha istituto, nell’ufficio di sua diretta collaborazione, una task force con il compito di presidiare sia lo start up delle attività di mobilità, sia l’attuazione in progress: “Si punta a garantire un flusso di informazioni idoneo a consentire, se necessario e opportuno, – sostiene Bruno – eventuali rimodulazioni delle risorse assegnate alle singole misure, al fine di graduarle in funzione delle richieste e delle esigenze che emergeranno dal territorio, nei limiti e nel rispetto del Piano stesso”. Recentemente il governo regionale ha puntato molto proprio sulla centralità di azione dei Cpi. In una legge varata il maggio di quest’anno (articolo numero 14) il Ciapi di Priolo è stato autorizzato ad avvalersi degli operatori dei Centri per l’impiego limitatamente all’attuazione di specifici progetti formativi e di politica attiva del lavoro, secondo le modalità e nei limiti temporali previsti. “Per il proseguo, superato questo momento di eccezionalità, - avverte ancora l’assessore al Lavoro – occorrerà definire programmi di rafforzamento in cui coinvolgere i soggetti impegnati per l’appunti all’interno del Ciapi”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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