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I lavori estinti che nessuno vuol fare
di Laura Curella

6.528 imprese artigiane chiuse in Sicilia nel 2013: de profundis per sarti, meccanici, tornitori, fabbri, pellettieri, mobilieri. Formazione professionale inutile al mercato del lavoro e 35.000 posti restano vacanti
 

Tags: Lavoro, Attività Manuali, Crisi, Disoccupazione, Giovani



La crisi è evidente ma, il lavoro, in alcune sue accezioni non sembra mancare. Tutti i posti per cui non c'è domanda ma continua a sussistere ancora un altissimo livello dell'offerta sono i cosiddetti “posti in piedi”, quei lavori da svolgere manualmente. Dai dati raccolti con il sondaggio svolto presso gli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro, nel primo trimestre del 2014 risultano essere 35.000 i posti disponibili che nessuno cerca e che nessuno vuole. Nel corso del 2013 le gelaterie e le pasticcerie hanno avuto sempre più difficoltà nel trovare nuovi dipendenti (circa 2 mila posti vacanti), ancora più critica la situazione del comparto dei pizzaioli, tra i quali si contano circa 6 mila posti vacanti. Nel settore agricolo vi sono i dati legati alla difficoltà di reperire lavoratori meno specializzati.
L’Italia risulta, inoltre, ancora troppo debole nell’economia 2.0. Mancano 230 mila specialisti in informatica, tlc e nelle professioni legate all'e-business. (Per leggere l'inchiesta completa abbonati qui)

Articolo pubblicato il 19 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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