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Quotidiano di Sicilia

Combattere l’evasione con tutti gli strumenti
di Giuliana Mazzola

Forum con Castrenze Giamportone, Direttore regionale Agenzia Entrate della Sicilia

Tags: Castrenze Giamportone



PALERMO - Data la difficile situazione economica in cui versano le imprese siciliane, sempre più indebitate con le banche, come procede la riscossione delle imposte da parte dell’Agenzia delle Entrate?
“Questa grave situazione economica rappresenta per la nostra agenzia un problema piuttosto grave, dato che ci sono numerose imprese che non riescono a pagare le imposte. Alcune di queste riescono a sopravvivere e a portare avanti le proprie attività esclusivamente eludendo le tasse. Per quanto riguarda i controlli, devo dire che in questi ultimi anni la collaborazione della Guardia di Finanza è stata preziosa, sia a livello centrale e regionale, che dei singoli uffici”.

Il vostro programma operativo è in linea con gli obiettivi nazionali?
“Siamo riusciti a realizzare la maggior parte degli obiettivi che ci eravamo prefissati, anche se non è stata una cosa semplice. La filosofia della direzione centrale di Roma sta cambiando in maniera drastica. Si sta cercando infatti di orientare l’operato delle varie agenzie sparse sul territorio nazionale non più considerando la quantità di accertamenti fatti, ma avendo come obiettivo principale un incasso maggiore. Da parte nostra tutto ciò comporterà maggiori difficoltà nella selezione delle pratiche, dovendo cercare quelle più produttive attraverso le nostre banche dati. Il problema più grande riguarda il contenzioso e le differenze di valutazione profonde che sussistono tra le nostre nove commissioni provinciali distaccate da quella regionale. In termini monetari, le soccombenze in alcune sedi arrivano al 90 per cento. Il mio compito è quello di vigilare su queste anomalie attraverso un’attività istruttoria che sia in grado di considerare gli accertamenti del contenzioso e delle riscossioni. In questi ultimi anni ci siamo concentrati maggiormente su alcuni dati e in particolare sulla tempestività della costituzione in giudizio. Chiaramente questi sono degli elementi formali, ma sono essenziali per portare a termine il nostro lavoro”.

Dal suo punto di vista, rispetto alle altre regioni, c’è una maggiore “litigiosità” tra i siciliani?
“I dati rivelano che al Sud c’è una maggiore litigiosità, anche per i piccoli intoppi. Devo dire che da parte dei siciliani sussiste da tempo una sorta di resistenza culturale nei confronti della Pubblica amministrazione. Il nostro scopo principale è quello di essere efficaci sul territorio, cercando di ridurre i tempi di contrasto dell’evasione fiscale. Negli ultimi tempi c’è stata un’attenzione più generalizzata riguardo i fenomeni evasivi, nel senso che sono stati coinvolti anche gli Enti locali e i Comuni. Per fare un esempio, di recente ho istituito una convenzione con il comune di Siracusa, con lo scopo di ottenere dei dati qualificati in modo da poterli tradurre in accertamenti. Dal mio punto di vista l’istituzione di questo tipo di convenzioni è molto importante, proprio perché i vari comuni hanno una più ampia conoscenza del territorio. Il mio obiettivo è quello di far sì che questi protocolli possano diventare una realtà concreta, attraverso un’adeguata attività formativa e grazie ad una più stretta collaborazione con i vari uffici comunali. Tutto ciò può essere fatto esclusivamente attraverso un impegno costante delle varie parti e una riorganizzazione dei suddetti uffici”.

Cosa comporterà nello specifico l’istituzione di questa tipologia di convenzione?
“Innanzitutto la legge prevede che la collaborazione attiva da parte dei Comuni, deve essere ricompensata con il 30 per cento dei tributi che verranno riscossi. In relazione alle nostre entrate come effetto indiretto ci sarà inoltre un aumento dell’addizionale. Il Comune fino ad ora ha vissuto cercando esclusivamente di far fronte alle spese, nonostante le entrate minime percepite. Il loro coinvolgimento chiaramente comporterà un aumento delle entrate, che saranno ovviamente utilizzate per soddisfare i bisogni pubblici dei cittadini. Parliamo di cifre importanti, che aumenteranno in relazione alla qualità e alla quantità dei dati che ci verranno forniti”.
 

 
Quanti sono gli uffici di vostra competenza presenti sul territorio regionale?
“Abbiamo 35 uffici locali. è in atto una riforma che prevede la formazione delle direzioni provinciali. Attualmente abbiamo istituito la direzione di Enna e di Caltanissetta. Dal primo febbraio del 2010 partiranno invece le direzioni di Ragusa e di Catania, mentre il 24 maggio dovrebbero partire quelle di Palermo e di Trapani.”

Cosa comporterà nello specifico la creazione di queste sei direzioni? Gli uffici territoriali avranno sempre le stesse funzioni?
“Queste direzioni provinciali, come prevede la riforma, dovranno accorpare tutte le maggiori attività di accertamento e di riscossione e gestire gli uffici territoriali che dovranno invece occuparsi delle prestazioni e dei controlli meno rilevanti. Stiamo facendo una sorta di vademecum che pubblicheremo a breve sul nostro sito internet, sulle attività svolte dai Comuni che possono interessare le nostre agenzie e stiamo cercando di istituire un corso di formazione per i funzionari comunali.”

Secondo lei le cifre riguardanti l’evasione fiscale, rispettano la realtà dei fatti? Ci sono grosse differenze tra Nord e Sud?
“Più che altro spesso ci troviamo di fronte a delle stime. Ci sono delle differenze sui dati riguardanti il Nord e il Sud, che vedono un’evasione maggiore per il secondo. Nonostante l’evasione sia proporzionata alla ricchezza, questo fenomeno potrebbe derivare dalla famosa resistenza culturale dei siciliani, rispetto ad una più ampia disponibilità da parte dei residenti al Nord.”

Articolo pubblicato il 09 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Castrenze Giamportone, Direttore regionale Agenzia Entrate della Sicilia
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