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Fisco in rosa, il Mezzogiorno doppia la velocità di crescita
di Patrizia Penna

Red-Sintesi: tra il 2008 e il 2013 contribuenti donne +8,7% mentre al Nord + 4,7%. L’incidenza sul totale di chi versa l’Irpef rimane, però, ancora bassa al 25%

Tags: Imprenditoria Femminile, Lavoro, Donne



ROMA – Sono donne, lavorano, pagano regolarmente le imposte e sono in leggero ma costante aumento su tutto il territorio nazionale, soprattutto al Nord: dal 2008 ad oggi, l’Erario può contare su ben 760 mila nuove contribuenti che, pagando l’imposta netta Irpef, hanno dato in cinque anni un contributo non indifferente alle entrate statali.

I dati, pubblicati sul Sole 24Ore, sono stati elaborati dal centro studi Red-Sintesi e si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi 2013 (anno fiscale 2012). Nel loro piccolo, dunque, le donne italiane si sono fatte portatrici di un gettito fiscale che nel periodo preso in esame ha raggiunto complessivamente i 49 miliardi di euro (ovvero il 32% delle entrate totali).
Proprio una bella “conquista” per il Fisco italiano che già da diversi anni mostra chiari segnali di affanno nel tentativo (fino ad ora palesemente maldestro) di avviare una riforma che orienti il cittadino verso la cosiddetta tax compliance, ovvero verso una contribuzione “spontanea” nel pieno rispetto delle regole e priva di ogni traccia di conflittualità ed ostilità nella percezione dello Stato da parte del contribuente.

La fotografia scattata dal centro studi Red-Sintesi ritrae una società in costante mutamento all’interno della quale, a fronte di un calo dell’occupazione maschile (da cui scaturisce di conseguenza una contrazione del relativo contributo fiscale, ovvero -0,3% in cinque anni), sono sempre di più le donne che si rimboccano le maniche e che addirittura in alcuni casi con il loro lavoro rappresentano l’unica fonte di reddito della famiglia. Se guardiamo alla distribuzione geografica delle 760 mila nuove contribuenti, oltre la metà risiede nel più dinamico Nord; il 21% si trova al Centro ed il 25% al Sud. Se da un lato, dunque, come al solito, nel Mezzogiorno i fenomeni positivi di intraprendenza imprenditoriale ed incremento occupazionale appaiono più sfumati, dall’altro è altrettanto vero che il Sud ha registrato nei cinque anni presi in esame l’incremento maggiore: +8,7% contro il +5,6% del Centro e il +4,7% del Nord.
 
Prendendo in esame le singole province, ai primi posti troviamo quelle settentrionali: tra queste svetta Milano con 897.617 contribuenti “rosa”, Bologna (306.154) e Firenze (280.000). Scorrendo la classifica, agli ultimi posti troviamo Enna con 24.274 donne, Caltanissetta con 35.329. La migliore performance siciliana arriva però da Siracusa con quasi 60 mila contribuenti femminili (59.396). Se prendiamo in esame il Mezzogiorno nel suo complesso, spicca Napoli con 435.981 donne.

Restano ancora bassi rispetto al genere maschile, gli importi delle imposte “rosa”: 3.572 euro pro capite contro i 5.908 dei maschi. Tuttavia, in una situazione di grave crisi economica, dal lavoro femminile sembrano giungere inequivocabili segnali di speranza e di ripresa: le famiglie italiane, seppure in quasi totale assenza di certezze, provano ad andare comunque avanti.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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