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Ispettorati del lavoro fermi. Troppo pochi i controlli estivi
di Michele Giuliano

La denuncia del Comitato ispettori del lavoro: “In Sicilia tutto fermo, ispezioni bloccate dalla Regione”. Cgil chiede più sicurezza nei cantieri e la costituzione di un comitato in prefettura

Tags: Lavoro, Controlli, Denuncia, Comitato Ispettori Del Lavoro, Regione Siciliana, Cgil, Sicurezza



PALERMO - Pochi ispettori del lavoro in giro in Sicilia, c’è chi giura di non averne visto proprio nessuno. La Regione Sicilia, sul piano dei controlli, continua a latitare. Eppure, numeri alla mano, quando un ispettorato si muove le sanzioni amministrative superano di gran lunga i costi sostenuti dalla pubblica amministrazione per attivare l’apparato. Questi restano i grandi misteri siciliani dove tutto resta immobile, a volte per inerzia, altre per convenienza.

Ironico il commento del Comitato ispettori Lavoro Sicilia rispetto a quanto accaduto specie nell’ultimo periodo: “In questa estate proseguono i controlli da parte del personale dell’ispettorato del lavoro in alberghi ed esercizi commerciali su tutto il territorio italiano tranne in quello siciliano, per verificare che il personale lavorativo impiegato sia in regola e che non ci siano lavoratori utilizzati in nero. Nel corso della stagione ci sono state diverse sanzioni e provvedimenti, come pure anche esercizi commerciali in cui tutto è risultato in regola. Molti di questi controlli vengono effettuati di sera proprio nel momento in cui le attività sono in piena efficienza. In Sicilia pare che le attività di controllo sul territorio estive degli ispettori del lavoro – sostiene il comitato - siano state bloccate per disposizione verbale impartita dal Dirigente Generale del Dipartimento perché questa sembra essere la volontà politica che governa l'isola, con la discutibile motivazione di non vessare le attività produttive già in crisi da tempo”.
 
Ciò avviene mentre continuano a consumarsi incidenti sui luoghi di lavoro, ovviamente a causa della scarsa sicurezza. L’ultimo nel palermitano, a Gangi, dove un operaio edile ha perso la vita in un cantiere mentre qualche giorno prima erano morti altri due manovali, a Floridia e a Canicattì. Situazione che ha spinto le organizzazioni di categoria a chiedere alle prefetture siciliane immediati incontri: “La nostra richiesta – afferma il segretario della Fillea Cgil di Palermo, Mario Ridulfo – è quella di affrontare l’emergenza incidenti sul lavoro e il lavoro nero nei cantieri edili della provincia palermitana con la costituzione di un comitato provinciale per la sicurezza sul lavoro”.
 
Un problema che ovviamente non è solo palermitano, ma siciliano. Non c’è territorio che riesca a salvarsi dal fenomeno delle morti bianche. Secondo la Fillea Cgil sarebbe necessaria la costituzione di un comitato che raggruppi tutti i soggetti coinvolti, Inps, Inail, Ispettorato del lavoro, Spresal, Nil/nucleo ispettivo del lavoro del Carabinieri e le associazioni di categoria, sotto la regia della prefettura, può dare vita a una valida azione di contrasto al lavoro nero, spesso causa di incidenti tragici proprio perché mancano le necessarie contromisure nei luoghi di lavoro. “Facciamo un appello pubblico al prefetto di Palermo – aggiunge Ridulfo - perché convochi questo comitato per affrontare tutti insieme l’emergenza incidenti e il lavoro nero e provare a individuare strumenti e metodi che aiutino a prevenire gli incidenti in edilizia”.
 

 
L’approfondimento - Quattro le morti sul lavoro in pochi giorni
 
“Le 4 morti sul lavoro in pochi giorni sono un prezzo troppo alto che le famiglie, la collettività e soprattutto il settore delle costruzioni non possono pagare senza che la politica e le istituzioni facciano un esame di coscienza attento per i mancati indirizzi e controlli, in un settore quale quello dell’edilizia lasciato in mano ad avventurieri e imprenditori improvvisati del momento. La classe politica siciliana ha l’obbligo morale di mettere la parola fine a questa strage”. Lo dichiara Santino Barbera, segretario generale della Filca Cisl Sicilia che aggiunge: “Il comparto edile è diventato il terreno fertile per il lavoro nero a causa dell’approssimazione e della mancanza quasi totale di controlli ispettivi. Le istituzioni regionali sono responsabili dell’omessa vigilanza nei cantieri dato che continuano a tagliare i finanziamenti destinati agli ispettorati territoriali del lavoro, col risultato che in provincia di Palermo, ad esempio, gli addetti preposti sono meno delle dita di una mano”. “La classe politica siciliana – aggiunge Barbera – la finisca di parlare sempre di cose che interessano solo entourage ristretti e di impegnarsi in lotte intestine fini a se stesse. Si dedichi invece ad affrontare i veri problemi oggi esistenti in campo lavorativo: sicurezza sul lavoro e lavoro nero”.

Articolo pubblicato il 30 agosto 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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