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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Contro la criminalità organizzata le iniziative e i progetti concreti
di Oriana Sipala

L’Università ha aderito al progetto “Addiopizzocard”, al fine di diffondere la pratica del consumo critico. Ricordato Libero Grassi e intitolato uno spazio verde all’imprenditore Pietro Patti

Tags: Palermo, Criminalità, Addiopizzo, Libero Grassi, Leoluca Orlando



PALERMO – Palermo è certamente una delle realtà in cui il fenomeno mafioso è da sempre radicato, ma anche una delle principali città che, nella lotta alla criminalità organizzata, si è sempre messa in prima linea, senza mai sottrarsi al dovere di combatterla.

Su questo fronte, infatti, l’amministrazione e le istituzioni locali negli ultimi giorni si sono viste parecchio impegnate. Lo scorso 29 agosto, è il caso di ricordarlo, si è svolta la cerimonia di commemorazione in onore di Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia 23 anni fa per essersi rifiutato di pagare il pizzo. “Caduto per il suo amore e il rispetto per la libertà e la cultura di impresa, - dice di lui il sindaco Leoluca Orlando - alternative alle logiche parassitarie della mafia. I vili sicari che lo colpirono alle spalle non sono riusciti nel loro intento: l’esempio di Libero Grassi ha segnato una svolta nelle coscienze dei siciliani”.

Iniziative come queste, però, spesso non si concludono con il semplice ricordo delle vittime della mafia. Proprio alla vigilia dell'assassinio di Libero Grassi, infatti, l’Università di Palermo ha voluto aderire al progetto “Addiopizzocard per l’investimento collettivo”, permettendo la distribuzione gratuita di 10.000 card agli studenti. Dal 2012 Addiopizzo sta realizzando in collaborazione con l'ufficio del Commissario nazionale Antiracket un progetto per estendere e consolidare la rete economica libera dai condizionamenti mafiosi attraverso la diffusione della pratica del consumo critico. Utilizzando la card per le pratiche di acquisto negli esercizi commerciali e le imprese convenzionate di Addiopizzo, ogni cittadino-consumatore potrà beneficiare di uno sconto etico che gli operatori economici verseranno direttamente sul fondo per l'investimento collettivo. I proventi saranno destinati a una delle due aree della città (Piazza Magione o Parco della Favorita) dove da mesi si è avviato un percorso di progettazione partecipata con quanti vivono e operano sul territorio, finalizzato alla realizzazione di un intervento di riqualificazione urbana e sociale. “L'iniziativa assunta con Addiopizzo - ha detto il Rettore Roberto Lagalla - risponde a una precisa scelta di affermazione della legalità come momento fondamentale nell'educazione dei giovani”.

E nella stessa direzione dell’educazione ai valori della legalità, va la decisione di Orlando di intitolare uno spazio verde a Pietro Patti, imprenditore ucciso dalla mafia il 27 febbraio 1985 mentre accompagnava le figlie a scuola. “Un esponente della borghesia palermitana che in anni di terribile palude si è opposto alla prevaricazione criminale. Un normale imprenditore ucciso dalla violenza, così come un normale sacerdote, Pino Puglisi, ucciso dalla mafia. In questa città sono esistiti, ed esistono, esempi di straordinaria normalità che danno fastidio alla criminalità organizzata".
 
Lo ha detto il sindaco Orlando ieri mattina, nel corso della cerimonia di intitolazione dello spazio verde all’imprenditore. “Ricordarlo nel luogo in cui è stato assassinato, davanti alla scuola dove stava portando le figlie, - ha aggiunto - è anche un monito per le future generazioni. Siamo certi che, alla riapertura dell'anno scolastico, questo spazio sarà un luogo importante di ricordo per i tanti giovani che non l'hanno conosciuto, ma che hanno bisogno di coltivare i valori di legalità e convivenza civile dei quali Pietro Patti è stato un riferimento importante”. Alla cerimonia, insieme ai familiari di Pietro Patti, hanno partecipato anche il presidente del Consiglio, Salvatore Orlando e la consigliera Alessandra Veronese, promotrice dell'iniziativa.

Sempre di ieri, poi, è la notizia presa dall’amministrazione comunale di conferire la cittadinanza onoraria a tutti coloro che, operando con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, “vivono – come afferma il primo cittadino - l'esperienza di contrasto alla cultura e all'economia della mafia, per l'affermazione dei diritti e della civiltà responsabile”. L’iniziativa è partita a seguito delle minacce che Totò Riina, intercettato dal carcere di Opera, ha rivolto a don Ciotti. A questo proposito, il presidente del consorzio “Sviluppo e legalità” Piero Capizzi, sindaco di Monreale anche a nome dell'intera assemblea dei sindaci, esprime solidarietà al presidente di Libera Don Luigi Ciotti per le gravi minacce ricevute da parte del boss Totò Riina. “Diciamo a Don Luigi Ciotti - ha detto Capizzi - che queste minacce non ci fanno indietreggiare di un centimetro nell'azione di contrasto contro l'organizzazione mafiosa , attraverso il riuso sociale dei beni confiscati”.

Articolo pubblicato il 02 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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