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Ragusa - Spese "pazze" al comune di Modica, revisori allertati
di Stefania Zaccaria

L’opposizione ritiene che alcuni costi siano illegittimi mentre il rischio-dissesto non è del tutto rientrato. Utilizzati oltre 800 mila € nel 2014 per manifestazioni, consulenti e convenzioni

Tags: Corte Dei Conti, Modica



MODICA (RG) – Sono finiti i tempi in cui il dissesto sembrava un avvenimento imminente, per il comune di Modica, o il rischio è sempre costante? Hanno opinioni differenti maggioranza e opposizione a Palazzo San Domenico: da una parte, infatti, si amministra organizzando eventi e effettuando spese varie ed eventuali, dall’altra invece si grida al pressapochismo e alla leggerezza, invitando addirittura il Collegio dei revisori dei Conti a controllare la legittimità di alcune spese. È il consigliere comunale del Partito democratico Ivana Castello ad aver infatti allertato i membri dell’organismo  per le spese effettuate nel solo 2014. Come sottolinea lo stesso consigliere, “agli enti locali che presentino, nell'ultimo rendiconto deliberato, disavanzo di amministrazione ovvero indichino debiti fuori bilancio per i quali non sono stati validamente adottati i provvedimenti di cui all'articolo 193, è fatto divieto di assumere impegni e pagare spese per servizi non espressamente previsti per legge”. In effetti di spese ‘superflue’, nell’elenco che Ivana Castello ha formulato, ne appaiono fin troppe soprattutto se consideriamo che il rientro dalla condizione di disavanzo non è per niente completato.

 “L'Assessore al Bilancio Vincenzo Giannone – ha detto Ivana Castello - piuttosto che escludere dal concetto di amministrazione gli interventi ordinari, dovrebbe attenersi ad essi, pagando, ad esempio, i consumi comunali di energia elettrica ed astenendosi dalle spese per divertimenti vari che, com'è noto, non solo non sono prescritti dal medico, ma sono vietati, per i comuni con deficit strutturale, dalle leggi. A Modica, invece, avviene il contrario, i consumi Enel (che ammontano ad 1.400.000 euro circa) non si pagano e si accantonano come debiti da trasmettere alle future amministrazioni e si spende per tutt'altro”. Oltre alla preoccupazione per le spese, c’è anche il piano di riequilibrio e le relative scadenze ad allarmare i consiglieri d’opposizione: Vito D’Antona, che più volte è intervenuto sulla rimodulazione del piano, è tornato a esprimersi a riguardo.

“Come è possibile – ha detto – pensare di basare il risanamento finanziario del Comune incrementando, come è stato fatto dall’Amministrazione comunale solo qualche mese addietro, in modo azzardato e pericoloso, fino a raggiungere la cifra complessiva di circa quattordici milioni di euro, l’Imu, l’Ici e la Tarsu degli anni precedenti, a fronte di riscossioni per le stesse voci nei primi sei mesi dell’anno che non sono andate oltre il cinque per cento”. Oltre 350 mila euro per manifestazioni varie appaiono sicuramente delle spese esagerate se consideriamo il debito con la cassa prestiti e la condizione finanziaria precaria in cui versano tutti i comuni, compreso quello di Modica. 

Articolo pubblicato il 05 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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