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Quotidiano di Sicilia

Esportazioni, per Sicilia e Sardegna crollo verticale
di Serena Giovanna Grasso

Dall’Istat ieri pubblicati i dati dei primi sei mesi 2014: al di qua dello Stretto il mercato di sbocco in terra turca segna -38,5%. L’Isola ottiene i peggiori risultati in ambito extra-europeo (-14,8%), accompagnata dal Lazio (-19,5%)

Tags: Export, Sicilia



PALERMO – Esportazioni siciliane sempre più al ribasso. Ed ecco che l’istituto di statistica nazionale ci dà l’ennesima brutta notizia. Proprio ieri, infatti, sono stati pubblicati i dati regionali sull’export in ambito europeo ed extraeuropeo relativi al primo semestre dell’anno in corso.

Fra aprile e giugno, la circoscrizione geografica che ha fatto registrare la variazione maggiormente negativa è rappresentata dal Meridione con il -2,5% ottenendo un valore poco superiore ai 10 milioni di euro; mentre leggera è la flessione che l’investe l’area del Nord-Est (-0,3%) portandola a totalizzare un valore economico che sfiora i 39 milioni e mezzo di euro. Al contrario, tanto l’area Nord orientale, tanto quella centrale hanno incassato un incremento di esportazioni pari all’1,3% per un valore rispettivamente pari ai 31 milioni e mezzo di euro e 16 milioni e mezzo di euro.

In generale, se analizziamo la situazione dei primi sei mesi dell’anno, rileviamo come tutte le circoscrizioni territoriali abbiano chiuso in positivo con dei più o meno significativi tassi di crescita rispetto al primo semestre del 2013. Tutte meno una: le Isole. Infatti, proprio Sicilia e Sardegna subiscono le perdite più vistose, rispettivamente pari al -11,1% e -11,2%. A fare da braccetto alle Isole nella classifica delle perdite regionali vi sono il Lazio (-3,1%), Calabria (-7,5%), Umbria (-2%) e soprattutto la Basilicata (-24,6%).

Al contrario, ai primissimi posti della classifica regionale ritroviamo l’Emilia Romagna con una crescita nel primo semestre dell’anno pari al 4,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso; Piemonte (+4,4%); Veneto (+3%) e quasi a sorpresa troviamo una regione meridionale, ossia la Puglia con la variazione positiva più alta a livello nazionale (+9,4%).

Entrando ancora maggiormente nel dettaglio, passiamo al vaglio le esportazioni regionali che investono in ambito europeo e quelle in territorio extra-europeo. Naturalmente, la Sicilia in ambo i casi registra un segno negativo, anche se la contrazione appare maggiormente marcata per quel che riguarda le esportazioni in Paesi extra-europei (-14,8%). Medesima è la situazione che si prospetta in Lazio: esportazioni verso Paesi extra - Ue -19,5%, al contrario quelle per i Paesi Ue rilevano una lieve crescita (+6,5%). Inversa è la tendenza in Sardegna: mentre le esportazioni verso i Paesi dell’Unione precipitano drasticamente (-21,6%), più contenute appaiono le riduzioni in ambito extra-europeo (5,1%).

Infine, concludiamo la nostra analisi osservando i principali mercati di sbocco. Nel corso del primo semestre 2014 la crescita registrata per l’export nazionale è positivamente influenzata dall’incremento delle vendite del Piemonte verso Stati Uniti e Cina (rispettivamente +37,5% e +42,4%), della Toscana verso i paesi EDA (+43,7%), dell’Emilia-Romagna verso la Germania (+12,0%) e del Lazio verso il Belgio (+26,2%).

Per quel che riguarda l’Isola una delle flessioni più consistenti la si rileva nel mercato di sbocco turco con il -38,5%, superata solo dalla Liguria con mercato di sbocco Opec (-46,9%) e il Lazio con il -65,8% nei confronti del Giappone.

Articolo pubblicato il 12 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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