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Quotidiano di Sicilia

Crocetta consegna la Sicilia ai Grilletti
di Carlo Alberto Tregua

Fuori i privilegiati, dentro i disoccupati

Tags: Rosario Crocetta, M5s, Maurizio Bernava



La Regione è in crisi di liquidità, anche perché è tecnicamente fallita. Se non si prende atto della gravissima malattia, non si può approntare una forte e adeguata terapia per guarirla. Stendere i pannicelli caldi è un modo perché la malata muoia.
La migliore terapia la può dare un medico con grande preparazione professionale e integerrimo, che non guarda in faccia nessuno e taglia i privilegi per recuperare risorse da investire e così promuovere nuova occupazione.
Maurizio Bernava, segretario regionale della Cisl, dice basta pupiate, ora piano antisprechi. Bravo Bernava! Ma per fare intendere il sollecito a Crocetta e ai suoi assessori, nonché ai 90 consiglieri regionali, occorre organizzare uno sciopero generale, cui io mi candido a partecipare.
L’Assemblea regionale difende i propri privilegi basandosi su una legge (lr 44/65) che si è autovotata a suo tempo. i privilegi consistono nello strapagare deputati, dirigenti e dipendenti, molto più di quanto vengano pagati i corrispondenti delle altre Regioni. Ma il Consiglio di giustizia amministrativa, con sentenza 69/14, ha abolito il principio della citata legge regionale che prevede l’equiparazione dell’Ars al Senato.

Il Cga sostiene che tale equiparazione non vi sia, anzi che vìoli l’articolo 116 della Costituzione. L’Ars, sostiene il Cga, regolamenta in modo autonomo il proprio personale in base all’articolo 66. Dunque, può pagare stipendi a dirigenti e a dipendenti con tredici mensilità e con gli stessi importi di dirigenti e dipendenti dei consigli delle altre regioni e non quelli del Senato.
Crocetta, come presidente e non come persona, continua a mandare fascicoli a Corte dei Conti e a Procura: un comportamento formalmente corretto, ma irresponsabile.
Infatti, non appena si dovesse accorgere che le partecipate arruolano consulenti contro il “no” della Regione (per esempio Ciem, Ast, Spi e Maas) ovvero che non concludono la liquidazione con la cancellazione dalle Camere di commercio, oppure che pagano affitti d’oro e consulenze senza fondo, o ancora che stipulano 337 contratti a progetto in tre anni o altre malversazioni di questo genere, può anche inviare i fascicoli a Corte dei Conti e a Procura della Repubblica, ma ha il potere-dovere di intervenire immediatamente ad estirpare i cancri che vi sono, non solo nelle partecipate ma anche in tutte le altre branche amministrative.
 
Il Servizio 118 in Sicilia a suo tempo ha assunto 3500 dipendenti, un regalo avvelenato degli ultimi tempi di Cuffaro e dei suoi assessori. Crocetta si accorge che fra i dipendenti della Seus vi sono 300 pregiudicati e resta inattivo, come mai? Li vuole proteggere? Diversamente, con un decreto presidenziale li licenzi in tronco, in osservanza delle leggi in materia, ma anche di quell’etica politica che impedisce di dare denaro pubblico ai pregiudicati.
Crocetta si accorge di tutti gli atti scorretti che hanno compiuto consigli di amministrazione, commissari e dirigenti con la connivenza degli organi di controllo. Manda i fascicoli con le irregolarità a Corte dei Conti e Procura e si ferma lì? No, anche in questo caso ha il dovere di emettere decreti presidenziali con i quali decapita le partecipate di amministratori forse corrotti e di organi di vigilanza che non fanno il proprio dovere.
Insomma, vorremmo vedere un presidente che fa il proprio dovere non a parole, ma con atti e gesti concreti, in modo che l’opinione pubblica siciliana capisca che il tempo dei privilegi e dei favori è terminato.

Solo così si può combattere la gravissima disoccupazione ed il crollo dell’economia siciliana. Diversamente, l’indignazione e la protesta popolare montano, ma non sempre si distinguono quelle giuste da quelle sbagliate (formatori inutili). Occorre il pugno di ferro, senza accettare intimidazioni da parte di chicchessia, per bonificare la profonda corruzione che è nei gangli della Regione, la quale, oltre ad assorbire risorse pubbliche, impedisce il cambiamento profondo indispensabile, ora e non domani.
È incredibile accertare con le nostre inchieste come vi siano dirigenti regionali che se ne fottono letteralmente di ciò che dice il presidente della Regione, che continuano a fare i cavoli propri, come se egli fosse Nessuno. Ma se continua a comportarsi in questa maniera, il presidente della  Regione è Nessuno, non come quel furbacchione  di Ulisse.
Inoltre, così agendo, Crocetta consegna la Sicilia ai Grilletti. Bel guadagno per i siciliani!

Articolo pubblicato il 17 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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