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Parlamento paralizzato dallÂ’elezione dei giudici
di Redazione

Votazione a vuoto per 14 volte, attività legislativa rinviata di continuo

Tags: Matteo Renzi, Parlamento, Giudice Costituzionale, Csm



ROMA - Fumata nera per l'elezione di due giudici costituzionali da parte del Parlamento in seduta comune. Nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell'Assemblea, pari a 570 voti. Servirà una nuova votazione, la quattordicesima, che si terrà martedì 23 alle ore 12. Violante ha preso 542; Bruno, 527; Besostri, 32; Bertolissi, 30; Zanettin, 11; Barbera, 7. I voti dispersi sono stati 45, 145 le schede bianche e 42 le nulle.

“Il Presidente della Repubblica ha totalmente ragione nel merito e nel metodo: si deve andare veloci” in Parlamento per l'elezione dei membri di Consulta e Csm. Così risponde il premier Matteo Renzi a chi lo interpella sullo stallo delle Camere. “Credo che il Parlamento troverà una soluzione di alto livello. Vediamo se nelle prossime ore o nei prossimi giorni si chiuderà la partita sia della Corte Costituzionale che del Csm”.

Sulla Corte Costituzionale “andiamo avanti con questi due candidati: Luciano Violante e Donato Bruno”, ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, lasciando la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

I capigruppo di Camera e Senato del M5S hanno scritto ai presidenti Boldrini e Grasso per chiedere che il Parlamento venga convocato in seduta notturna per l'elezione dei membri del Csm e della Corte Costituzionale, lasciando così la sessione diurna alla discussione e all'approvazione dei provvedimenti legislativi.

“Da dieci giorni i parlamentari italiani trascorrono oltre sei ore al giorno a imbucare schede elettorali nelle urne con un nulla di fatto - si legge nella lettera -. Nel frattempo in Italia abbiamo sei milioni di poveri, cinquemila imprese storiche fallite e addirittura gli operatori del comparto sicurezza con lo stipendio bloccato da quattro anni.

"Vi invitiamo, pertanto, a convocare il Parlamento in seduta comune nelle ore notturne affinché le ore diurne possano essere dedicate all'esame dei provvedimenti all'ordine del giorno. Noi sentiamo l'esigenza di risolvere i problemi dell'Italia. Chi invece preferisce occuparsi di questi metodi spartitori anche per incarichi che dovrebbero essere invece assunti da persone di specchiata moralità e assoluta garanzia di imparzialità - concludono - lo facciano in seduta notturna”.

Articolo pubblicato il 19 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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