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Vincenzo Cannatella: "Porto di Palermo: crocieristica e accessibilità"
di Francesco Sanfilippo

Forum con Vincenzo Cannatella, presidente Autorità portuale Palermo

Tags: Vincenzo Cannatella, Autorità Portuale Palermo



Nel piano governativo, l’Autorità portuale di Palermo sarà cancellata?
“L’Autorità portuale di Palermo sarà conservata, perché questo porto rientra nella categoria europea “Ten T”, quale terminale dei collegamenti europei per Malta. D’altro canto, il ministero dei Trasporti non ragiona come singolo porto, ma come distretto logistico che deve interagire con il suo territorio. Il porto di Palermo ha in incarico anche quello di Termini Imerese, per cui l’Autorità portuale entra di competenza all’interno del programma quadro per lo sviluppo di questo porto. In realtà, la “rottamazione” del porto consiste nel rendere queste strutture snelle. Il presidente dell’Autorità portuale non può più dipendere dal comitato portuale che a Palermo comprende 23 membri, rappresentanti dei sindacati, dell’industria ed altri soggetti che hanno competenza sul porto stesso. Nel nuovo decreto, saranno presenti solo 5/6 componenti delle autorità istituzionali quali le Dogane, la Capitaneria di porto, i sindaci di Palermo e di Termini Imerese. In seguito, occorrerà rivedere l’autonomia finanziaria del porto”.

Il porto di Palermo non ha già autonomia finanziaria?
“Il porto è autonomo, poiché dovrebbe ricevere una percentuale sull’Iva derivante dalle merci stoccate. Tuttavia, l’attuale sistema di distribuzione è complesso, per cui in futuro la percentuale dell’Iva sarà dedicata, esclusivamente, al funzionamento del porto”.

Vi è in corso un potenziamento del porto di Palermo?
“Rispetto al Porto di Termini Imerese, quello di Palermo partirà prima con due grosse gare per la ristrutturazione dei moli di Soprafrutto e di Sottofrutto, i cui fondi sono stati ottenuti dall’Assessorato alle Attività produttive già due anni fa. La ristrutturazione dei bacini metallici, ora fatiscenti, era stata appaltata, ma i sindacati e la Fincantieri stanno procedendo all’annullamento della gara per fare un nuovo bacino da 150 mila tonnellate, mentre i bacini esistenti saranno demoliti”.

Che cosa prevede il Piano regolatore del porto?
“Il piano regolatore prevede una serie di punti di accesso al mare aperti alla cittadinanza e l’uso delle due gru rispettivamente come centro operativo e come palestra. Non ultimo, il piano prevede anche una bretella sotterranea di un miliardo di euro che collegherà il porto con Viale Regione siciliana e che potrebbe essere realizzata in project financing, favorendo i trasporti. Il suo progetto esecutivo, d’altronde, è stato approvato dall’Autorità portuale, dopo una spesa di due milioni di euro, e fa parte integrante del piano regolatore stesso. Inoltre, il porto avrà una fermata di fronte alla via Emerico Amari con la chiusura dell’anello ferroviario, i cui cantieri non ostacoleranno le attività portuali. Queste sono in crescita, poiché le navi da crociera stanno abbandonando i porti nordafricani a seguito delle loro vicende politiche. In più, gli ottimi rapporti instaurati con le forze di polizia e con le istituzioni comunali stanno portando a ottimi risultati, a cominciare dalla regolamentazione del traffico. Tuttavia, aprire il porto alla città richiede prudenza, perché esistono delle condizioni di sicurezza, aggravate dopo i fatti terroristici del 2001, che non si possono ignorare. Il porto di Palermo si avvia, comunque, a diventare un terminale per carichi Ro-Ro e per la crocieristica”.

Quanto tempo occorrerà perché sia approvato il piano regolatore?
“Il piano è pronto, manca solo l’approvazione del Governo regionale, per cui potrebbero essere sufficienti pochi mesi”.
 
Che ruolo avranno il porto diportistico e i cantieri navali nel nuovo piano regolatore?
“Il porto di Palermo si dividerà in tre parti, quella crocieristica-commerciale, quella industriale, il cui fulcro saranno i cantieri navali, e quella diportistica. In particolare, per la parte industriale sono previste numerose opere che consentiranno ai cantieri di potersi dedicare alla riparazione delle piattaforme off-shore. I porti turistici, invece, saranno tre, quello dell’Arenella, quello dell’Acquasanta e quello della Cala, mentre quello di Sant’Erasmo non sarà ampliato, perché il Comune non v’investirà”.

Quali sono le sinergie con il porto di Termini Imerese?
“Nonostante i numerosi lavori di ampliamento e gli investimenti, i dati sono negativi, perché c’è poca attività. Tuttavia, si sta lavorando per aumentare i collegamenti con Civitavecchia, portandoli da due a tre volte la settimana. Poi, ci sono delle attività agricole e industriali come quelle dei fertilizzanti che riguardano i rapporti d’import/export con la Cina, per cui sono pronte delle opere come i piazzali idonei. Anche in questo porto, è prevista una parte diportistica indirizzata verso le isole Eolie”.

Il vostro bilancio finanziario è positivo?
“Sì, il nostro bilancio è in attivo, anche perché sono stati fatti numerosi tagli”.
 

 
Curriculum Vincenzo Cannatella
 
Nato nel 1953 a Palermo, Vincenzo Cannatella diviene presidente dell’Unasca, dopo la laurea in Ingegneria civile e dei Trasporti. È nominato presidente del consiglio direttivo di società che si occupano dello sviluppo del trasporto intermodale Nord-Sud. È stato consulente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri su trasporto locale e Protezione civile. Già vice presidente dell’Amat, dal 2009 al 2012 ha presieduto l’Amap. Poi, è stato commissario straordinario dell’Autorità portuale di Palermo, di cui è divenuto presidente nel settembre 2013.

Articolo pubblicato il 30 settembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Vincenzo Cannatella, presidente Autorità portuale Palermo
Vincenzo Cannatella, presidente Autorità portuale Palermo