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Quotidiano di Sicilia

I prodotti contraffatti ci rubano 6,4 mld di euro
di Redazione

Il “fatturato” nero che sottrae preziosi introiti alle casse dello Stato

Tags: Contraffazione, Economia



ROMA - La contraffazione genera in Italia un un “fatturato” di 6 miliardi e 535milioni di euro. I settori più colpiti dalla contraffazione sono l’abbigliamento e gli accessori (2 miliardi e 243 milioni di euro, pari al 34,3% dell’intero valore), il comparto cd, dvd e software (1 miliardo e 786 milioni di euro, il 27,3% del totale) e i prodotti alimentari (poco più di un miliardo di euro, pari al 15,8% del totale). La stima emerge da una ricerca realizzata dal ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con il Censis sull’impatto della contraffazione sul sistema-Paese.

L’impatto della contraffazione sull’economia nazionale è pesantissimo. Se i prodotti contraffatti fossero realizzati e commercializzati sul mercato legale si avrebbero 17,7 miliardi di euro di produzione aggiuntiva, con conseguenti 6,4 miliardi di valore aggiunto. La produzione aggiuntiva genererebbe acquisti di materie prime, semilavorati e servizi dall’estero per un valore delle importazioni pari a 5,6 miliardi di euro. E la produzione legale delle merci assorbirebbe 105mila lavoratori regolari occupati a tempo pieno, sottolinea la ricerca.

La contraffazione comporta anche pesanti perdite per il bilancio dello Stato in termini di mancati introiti fiscali. Riportare sul mercato legale la produzione delle merci contraffatte significherebbe garantire un gettito fiscale aggiuntivo per le casse dello Stato, tra imposte dirette e indirette, di 5 miliardi e 280 milioni di euro, considerando tutte le fasi della catena di produzione.

Preoccupante appare poi l’atteggiamento dei consumatori riguardo al fenomeno della contraffazione: “sono in molti a considerarlo un reato di serie b, un peccato veniale”, afferma Loredana Gulino (Capo della Direzione generale Lotta alla contraffazione del ministero dello Sviluppo Economico), “spesso neanche le stesse imprese hanno una reale conoscenza degli strumenti a disposizione per difendersi dal dilagare del falso”. Il 66% ha un livello conoscenza di questi strumenti non sufficiente, ma sottolinea positivamente le iniziative svolte negli ultimi anni sul territorio nazionale per informare e sensibilizzare sull’argomento (61%).
 
“Perché la battaglia contro questo fenomeno possa portare risultati positivi, occorre innanzitutto fare sistema”, dichiara Simona Vicari, sottosegretario del ministero dello Sviluppo Economico, “bisogna venire a patti con gli altri paesi europei facendo adottare loro gli stessi regolamenti e meccanismi di protezione che possiede oggi il nostro Paese.

Articolo pubblicato il 01 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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