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Messina - Risanamento e ricerca alloggi. Nessuna emergenza risolta
di Francesco Torre

Sono passati tre mesi dal termine annunciato per la gara dello sbaraccamento di Fondo Fucile. La procedura di acquisto va avanti, ma resta incerta la copertura regionale

Tags: Messina, Fondo Fucile, Sergio De Cola



Messina - L’assessore al Risanamento Sergio De Cola aveva fatto una promessa: “entro il 30 giugno pubblicheremo sul sito del Comune la graduatoria relativa al bando per l’acquisto di immobili”. Stiamo parlando degli appartamenti che Palazzo Zanca intendeva acquisire per liberare la vasta area di Fondo Fucile e compiere così un’operazione di sbaraccamento storica, che di per sé darebbe senso – al di là di qualsiasi altra negligenza amministrativa – all’esperienza di Renato Accorinti al Municipio.
 
Purtroppo, però, dalla scadenza indicata sono passati già tre mesi e ci troviamo costretti a denunciare ancora una volta come la parola data non sia stata mantenuta: non solo, infatti, non si hanno ancora notizie ufficiali sugli esiti della gara, ma non vi è ancora alcun decreto regionale che certifichi la copertura della stessa, soprattutto in considerazione della decurtazione sul fondo regionale messo a disposizione dalla Regione siciliana nel bilancio 2013, passato da 10,9 a 7,5 mln di euro. Soldi con i quali il Comune dovrebbe realizzare i progetti previsti (sbaraccamento di Fondo Fucile in primis, ma anche riqualificazione di Casa Nostra e realizzazione di un parco urbano a Tremonti), ma che a conti fatti – se alle promesse del Presidente Crocetta non corrisponderanno atti formali - non saranno sufficienti nemmeno per il suddetto acquisto di immobili per un valore totale di 8,1 mln.

In realtà, comunque, la procedura di acquisto sembra stia andando avanti, anche se sottotraccia. L’assessore De Cola nei mesi estivi ha spiegato come funzionari comunali abbiano fatto sopralluoghi negli alloggi per cui è stata presentata istanza che hanno superato il controllo amministrativo. Da inizio settembre, poi, pare siano iniziate anche delle trattative economiche private con i titolari. La trasparenza, in tutto ciò, è però un optional. Fondo Fucile, però, non può aspettare oltre. Lo dimostrano anche gli atti violenti successi ad inizio stagione nella scuola di quartiere, l’Albino Luciani, con ben due auto incendiate, di cui una della preside.

Quanto agli altri programmi di risanamento indicati per il 2013, poi, la novità consiste nel fatto che l’Assessorato alle Infrastrutture ha firmato il decreto di finanziamento di 2,5 mln € per la zona di Tremonti, che dà il via libera alla gara d’appalto. Su questo fronte, dunque, si procede più speditamente. O almeno così sembra.

Sia chiaro, la possibilità di recuperare ovviamente c’è – e ribadiamo: la risoluzione del nodo di Fondo Fucile avrebbe una portata epocale nelle dinamiche relative al risanamento messinese – ma finora, a un anno e mezzo dall’insediamento a Palazzo Zanca,  i risultati di Accorinti non sono migliori di quelli del suo illustre predecessore, Giuseppe Buzzanca: 0 case assegnate, 0 emergenze risolte.

Articolo pubblicato il 05 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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