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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Il percorso a ostacoli della Rap riprende dopo numerosi intoppi
di Gaspare Ingargiola

Ma per la questione rifiuti serve “un Piano di impiantistica pubblica” invocato anche dal sindaco Orlando. Un anno e mezzo di tribolazioni nel delicato passaggio di consegne con l’Amia

Tags: Palermo, Rifiuti, Raccolta Differenziata, Bellolampo, Rap, Discarica, Leoluca Orlando, Amia



PALERMO – La Rap incassa due buoni colpi proprio mentre i palermitani sono alle prese con le scadenze della Tari, che coprirà 128 dei 140 milioni di euro del contratto di servizio. Una tassa, quella sui rifiuti, che al pari di Tasi e Imu è risultata assai indigesta per le tasche dei cittadini, che alla scadenza dell’acconto del 16 settembre hanno versato appena 29 milioni su 128.
 
Nel frattempo, però, è arrivata la sentenza favorevole del ricorso al Tar del Lazio contro l’ordinanza dell’ex dirigente regionale di Ambiente e Territorio, nonché commissario straordinario di Bellolampo, Marco Lupo, che voleva imporre all’azienda la copertura delle spese per la messa in sicurezza della discarica dopo il sequestro del febbraio 2013. Il Tribunale amministrativo “ha accolto i ricorsi della Rap – si legge in una nota – non soltanto riscontrando la lamentata carenza di istruttoria e motivazione da parte della struttura commissariale ma riconoscendo che Rap, essendo estranea a fatti imputabili a gestioni precedenti, non poteva essere ritenuta responsabile della cosiddetta attività di post gestione”.

“Si è fatta definitivamente chiarezza – ha sottolineato il presidente Sergio Marino – su una questione delicata legata alla discarica di Bellolampo. Eravamo del tutto convinti che questi oneri di gestione non potevano essere di competenza della nuova società Rap”.

Incassata la decisione dei giudici, il Comune ha stanziato ugualmente 400 mila euro per provvedere quantomeno allo smaltimento del percolato delle prime vasche (I, II, III, III bis, IV, V e V bis) e degli impianti di stoccaggio del percolato Stazione silos Nord, Stazione silos Sud e vasche Valentini, dove “permane una situazione di estrema criticità nonostante gli interventi effettuati”, si legge nell’ordinanza del sindaco Leoluca Orlando.

Di fatto, alla luce della sentenza sopra citata, piazza Pretoria sta anticipando somme per compiti che non le spettano e che un domani potrebbe farsi risarcire dalla curatela fallimentare dell’Amia o dalla Regione. Già il primo ricorso vinto si è tradotto in un risparmio di oltre due milioni di euro.

La Rap tenta così di tornare alla normalità dopo un anno e mezzo di tribolazioni fra i ritardi sulla stipula del contratto di servizio e il delicato passaggio di consegne con l’Amia, che ha lasciato in eredità una montagna di debiti, mezzi malfunzionanti e insufficienti, cassonetti senza ruote o da sostituire e una discarica in continua emergenza. La fase due è iniziata, Marino ha avviato la riorganizzazione dell’organigramma societario e quanto prima nominerà il nuovo direttore generale.

I problemi non mancano, quello che manca sono le alternative all’impianto di Bellolampo. Dopo le emergenze di aprile 2013 e dello scorso Natale la Regione è corsa ai ripari completando di gran corsa i lavori alla sesta vasca, che garantirà un’autonomia di tre anni. Un’ispezione dei deputati regionale del Movimento 5 Stelle, però, ha riacceso il caso. “Nell’ottica della futura città metropolitana – hanno spiegato i pentastellati – se a Bellolampo non dovessero conferire soltanto Palermo e Ustica ma anche altri comuni, il tempo a disposizione si assottiglierebbe notevolmente”.

La logica della discarica, a Palermo come nel resto dell’isola, è ancora prevalente. In questi giorni il modello del conferimento dei rifiuti è diventato oggetto di un’aspra contesa tra l’Anci Sicilia e il gruppo Catanzaro, che gestisce alcune discariche private. “Serve un piano di impiantistica pubblica – ha affermato Orlando, che è anche presidente dell’Anci Sicilia – con la discarica come ultima risorsa di un percorso che preveda altre strade”. Nel capoluogo non esiste ancora un impianto di trattamento biomeccanico dei rifiuti e per quanto riguarda la differenziata, invece, a causa dei soliti inghippi burocratici non è ancora partita la seconda tranche del progetto Palermo Differenzia per la raccolta porta a porta.
Insomma, la partita di Bellolampo e dei rifiuti non è ancora chiusa.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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