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Regioni, Comuni e ex Province per incontro su legge di stabilità
di Redazione

Apprezzata la riduzione fiscale finalizzata a rilanciare investimenti, consumi e lavoro. Lettera congiunta al premier Renzi da Chiamparino, Fassino e Pastacci

Tags: Sergio Chiamparino, Legge Di Stabilità



ROMA - “Un incontro nei tempi più brevi, per una valutazione comune della legge di stabilità e, in particolare, dei suoi effetti sulle finanze e sulle politiche delle Autonomie locali”. Lo chiedono, in una lettera congiunta inviata al premier Matteo Renzi, i presidenti di Anci, Upi e Conferenza delle Regioni, Piero Fassino, Alessandro Pastacci e Sergio Chiamparino.

Ribadendo apprezzamento “per la scelta generale di una riduzione fiscale finalizzata a rilanciare investimenti e consumi e a creare lavoro”, i rappresentanti di Comuni, Province e Regioni manifestano “seria preoccupazione per uno sforzo finanziario che nella sola Legge di stabilità supera i 6 miliardi di euro, a cui vanno aggiunti gli effetti di riduzione di spesa e tagli sui nostri bilanci derivanti dalle manovre degli anni scorsi”. Per questo motivo, pur consapevoli che “il contributo delle Autonomie locali per ridurre il debito pubblico e rimettere in moto la crescita è ancora necessario”, i rappresentanti di Comuni, Province e Regioni chiedono “di discutere e convenire con il Governo la compatibilità dello sforzo che ci è richiesto e quali siano le migliori misure per evitare sia una riduzione dei servizi offerti ai cittadini, sia il ricorso a nuovi prelievi fiscali”.

La Conferenza delle Regioni ieri ha pure proposto l’introduzione nella Legge di stabilità 2015 di norme di indirizzo che prevedano anche una un'intesa Stato-Regioni-Autonomie per definire meglio sia i livelli sociosanitari del 2001, che lo stesso Fondo per le non autosufficienze, consolidandolo per almeno un triennio (con rifinanziamento programmato per i trienni successivi), aumentandone la dotazione ad almeno 400 milioni di euro: questa una delle richieste principali avanzate oggi dalla Conferenza delle Regioni nel corso di una audizione in Commissione Affari sociali della Camera in tema di disabilità. Allo stesso tempo è necessario, ha spiegato la coordinatrice della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, Lorena Rambaudi, prevedere “interventi diretti per il domicilio, uniti a interventi per la socializzazione e autodeterminazione del disabile grave, supportando fortemente la semiresidenzialità più che la residenzialità e, nel caso di quest'ultima, giungere al superamento delle strutture di 40/60 e più posti a favore di Comunità familiari con il supporto 'non discrezionale' del sistema sanitario”.

Provocatorio ieri su Twitter il presidente della Regione Campania: ''Superare le attuali Regioni. Rilancio la proposta anche se Matteo Renzi nella legge scrive che siamo in pareggio di bilancio”. Stefano Caldoro, rilancia la sua proposta di sciogliere le Regioni, per istituire delle macroaree.

“Manca ancora il riordino delle funzioni delle Province, che al momento continuano a svolgerle tutte anche se vengono tagliate le risorse”: ha sottolineato il presidente dell'Upi, Alessandro Pastacci, al termine della Conferenza Unificata. “Ciò significa - ha aggiunto - che va finalmente attuata fino in fondo la legge Delrio  riuscendo ad assicurare le risorse necessarie per strade, scuole e ambiente . Ci era stato detto - ha aggiunto il leader delle Province - che le funzioni per i nuovi enti di area vasta sarebbero state fissate entro la fine dell'anno, ma intanto - ha ribadito - il governo taglia e noi siamo in attesa di un lavoro che debbono svolgere le Regioni”.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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