Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

La vita più forte della crisi: diminuiscono gli aborti in Italia
di Oriana Sipala

In Sicilia nel 2012 sono state effettuate 7.832 Ivg, ben al di sotto della media nazionale. Relazione del ministero della Salute: nel 2013 -4,2% di interruzioni di gravidanza

Tags: Aborto, Gravidanza



PALERMO - Prospettive occupazionali precarie, età fin troppo giovane, condizioni sociali tutt’altro che favorevoli. Sono tanti i motivi che possono spingere una donna a ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), un “rimedio al peccato del piacere” che però si potrebbe evitare se si usassero più coscientemente i metodi contraccettivi.

L’informazione, in questo senso, gioca un ruolo fondamentale e ha favorito negli anni una costante diminuzione degli aborti volontari. Lo certifica la “Relazione del ministero della salute sull’attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza (legge 194/78)”.

I dati del rapporto sono stati diffusi lo scorso 16 ottobre e attestano una contrazione abbastanza notevole delle interruzioni di gravidanza effettuate in Italia nel 2012 e nel 2013 (relativamente a quest’ultimo sono forniti valori provvisori).

Nel 2013 si parla, infatti, di 102.644 Ivg effettuate e di una flessione del 4,2% rispetto al 2012, anno in cui si sono registrati 107.192 casi. Anche il tasso di abortività, ovvero il numero delle Ivg per 1.000 donne tra i 15 e i 49 anni, è risultato in calo: nel 2013 il valore è pari a 7,6 per mille, con un decremento del 3,7% rispetto al 2012 (quando si è registrato un valore pari a 7,9 per mille).

A incidere sul numero degli aborti sono le donne straniere: il 34% delle Ivg totali effettuate nel 2012 si attribuisce, infatti, a donne con cittadinanza estera. Ciò ha causato un rallentamento nella diminuzione del numero totale degli interventi. Tuttavia, anche i numeri relativi alle donne straniere sono in via di stabilizzazione.

Quanto alla situazione in Sicilia, nel 2012 sono state effettuate 7.832 Ivg, che hanno fatto registrare un tasso di abortività del 6,6 per mille. Un valore che si pone al di sotto di quello osservato a livello nazionale, che è pari al 7,9 per mille. A innalzare la media ci pensano Regioni come la Liguria e l’Emilia Romagna, dove il tasso di abortività è pari al 10 per mille. Valori alti si riscontrano anche in Campania (9,4 per mille), Piemonte (9,4), Lazio (9,2) e Umbria (9). Si sfiora il valore del 9 per mille anche in Valle d’Aosta e Toscana, mentre in Lombardia il dato è pari al 7,9 per mille. La nostra Isola, insomma, è tra le regioni in cui il tasso di abortività è più contenuto; vanno meglio realtà come la Provincia autonoma di Trento (4,4 per mille), il Veneto (5,6), la Sardegna (5,9) e le Marche (6,4).

Il fenomeno, poi, riguarda anche molte minorenni. In Sicilia il 4,7% delle donne che nel 2012 si sono sottoposte all’Ivg ha un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, in termini assoluti si parla di 370 interventi. Si tratta della percentuale più alta rispetto a tutte le altre regioni del Paese, con uno stacco anche abbastanza netto rispetto alla seconda in classifica, la Liguria, dove la percentuale si ferma al 4%. Il tasso di abortività, invece, per le donne con meno di 20 anni, nel 2012 in Sicilia è pari a 5,7, un valore che anche stavolta si attesta al di sotto di quello nazionale, che è pari a 6,3.

È interessante notare come esista un nesso molto stretto tra il fenomeno preso in esame e il livello culturale dei soggetti coinvolti. Si riscontra infatti un’incidenza più alta del fenomeno tra le donne che sono in possesso di licenza media inferiore: in Sicilia nel 2012 il dato si attesta al 51,1%, un valore che scende al 35,5% se parliamo di donne diplomate e al 5,9% se parliamo di donne laureate o con alta qualifica professionale. Il 7,6% di donne che scelgono di abortire, invece, è in possesso di licenza elementare.

Quanto allo stato civile, il numero di donne nubili che ricorrono all’Ivg non si discosta tanto da quello delle coniugate. Nell’Isola la percentuale delle prime  è pari al 47,6%, quella delle seconde al 45,6%. Il 20,8% delle siciliane che scelgono di abortire è senza un lavoro, le occupate sono invece il 25,1%, le casalinghe il 40,4%, le studentesse l’11,6%.

Come accennato all’inizio, per favorire il calo delle Ivg risulta fondamentale il ruolo dell’educazione e dell’informazione, nelle scuole, in famiglia, nei consultori. Questi ultimi rappresentano importanti centri di riferimento per la salute delle donne. In Sicilia nel 2012 si contano 182 strutture pubbliche di questo tipo e 9 strutture private, in pratica 1,5 consultori per ogni 10 mila donne tra i 15 e i 49 anni, un numero non molto distante da quello nazionale, che è pari a 1,6. Insomma, nessuna maglia nera per la nostra Isola, almeno in questo specifico caso.

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus