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Codice etico, Musumeci chiede massima urgenza
di Raffaella Pessina

Bloccate le nomine di 5 manager della Sanità dalla commissione Affari istituzionali. Varato a luglio dall’Antimafia all’Ars, deve diventare legge

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Giunta Ter, Nello Musumeci, Antimafia, Sanità



PALERMO - Mentre la delegazione siciliana si è recata in Qatar (fra cui i presidenti di Ars e Regione, Ardizzone e Crocetta), sono ripresi ieri i lavori a Palazzo dei Normanni con all’ordine del giorno la proroga delle nomine dei commissari dei liberi consorzi (ddl n. 830).
 
Ha presieduto i lavori il vice presidente Antonio Venturino e il dibattito del ddl, di soli 3 articoli, si è incentrato sui limiti per il conferimento dell’incarico di commissario straordinario. Il ddl, di origine governativa, ha l’obiettivo di fissare il termine ultimo della gestione commissariale, così come prescritto dalla legge nazionale (cosiddetta legge Delrio), termine che è stato fissato all’8 aprile 2015.
Cracolici ha ribadito la necessità di analizzare caso per caso i rinnovi delle cariche. Il ddl è stato approvato con 35 voti a favore e 27 contrari su 62 deputati presenti.

Successivamente è intervenuto il deputato Franco Rinaldi, che ha voluto specificare sulla sua vicenda giudiziaria, che lo coinvolge in questi giorni. Rinaldi ha ribadito che non trova corretto che prima della conclusione di alcun processo si possano chiedere le dimissioni di un deputato (il riferimento è al gruppo dei grillini, che con una nota, diffusa ai media, ha chiesto le dimissioni di Rinaldi). La seduta riprende oggi pomeriggio.
 
Intanto la commissione Affari istituzionali ha bloccato le nomine di cinque manager della sanità, recentemente designati dal governo Crocetta. Si tratta dei direttori generali dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta Carmelo Iacono, di Catania, Ida Grossi, di Enna, Giovanna Fidelio, dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza ‘Cannizzaro’ di Catania Francesco Garufi, dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico ‘Vittorio Emanuele’ di Catania, Giampiero Bonaccorsi. L’organismo ha chiesto all’esecutivo più tempo per accertare i requisiti. Il governo dovrà dunque fornire le carte che attestino la loro sussistenza.

“Una corsia preferenziale affinché il codice etico varato a luglio dalla commissione regionale Antimafia possa diventare legge in un paio di mesi al massimo”. E’ quanto il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci, intende chiedere alla presidenza dell’Assemblea siciliana. I 38 articoli del manuale, costituiscono una sorta di testo unico tratto da norme di codici già pubblicati nell’ultimo decennio in ambito nazionale e regionale, in materia di condotta del personale delle pubbliche amministrazioni e regolamenta tra le altre cose, l’ineleggibilità e la decadenza, i conflitti d’interessi, i finanziamenti dell’attività politica per i deputati del parlamento siciliano, il presidente della Regione, gli assessori, i dirigenti, il personale dell’amministrazione regionale e dell’Ars. Coinvolti anche i collaboratori e i consulenti a titolo oneroso o gratuito, gli amministratori di enti, consorzi, comunità, aziende e società pubbliche sotto il controllo o la vigilanza della Regione Siciliana. Al contrario delle precedenti deliberazioni in materia, il codice etico - è questa la principale novità del ddl - prevede precise sanzioni in caso di inosservanza della condotte previste.

Articolo pubblicato il 12 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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