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Consumi ancora in calo: -207 euro la riduzione della spesa alimentare
di Michele Giuliano

Confcommercio: registrate contrazioni ad agosto e settembre anche se “la fase negativa è superata”. Dal 2008 ad oggi diminuiti del 23,1% gli acquisti nel settore “salute”

Tags: Spesa Alimentare, Consumo, Istat



PALERMO - A settembre l’indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) registra un calo dello 0,2 per cento su agosto e dello 0,6 per cento rispetto allo stesso mese del 2013. L’associazione dei commercianti in una nota sottolinea che “si tratta di dinamiche che rispecchiano la fragilità dell’attuale situazione economica in cui, sebbene la fase più negativa sembri superata, gli occasionali spunti di ripresa non riescono a tradursi in un sensibile recupero dei consumi”.

Si tratta delle ennesime cifre negative che si accodano al pessimo andamento dei consumi delle famiglie registrato dall’Onf, l’Osservatorio nazionale federconsumatori, pari nel triennio 2012-2013-2014 al -10,7 per cento.

Ad allarmare Federconsumatori e Adusbef è, in particolar modo, la riduzione dei consumi alimentari, diminuiti ad agosto del -3,7 per cento sull’anno: che si traduce, per una famiglia media, in una contrazione della spesa alimentare di ben 207 euro nell’ultimo anno. Così come l’andamento relativo al settore della salute la cui spesa ha conosciuto, dal 2008 ad oggi, una contrazione del -23,1 per cento dal 2008.

Secondo le associazioni non può passare inosservato neanche l’aumento del tasso di morosità: +12 per cento per l’elettricità e +2 per cento per il gas. “Tutti segnali di fronte ai quali è necessaria una presa di posizione decisa e responsabile da parte del Governo, il quale è chiamato ora ad intervenire prontamente per rimettere in moto il mercato - sostengono Federconsumatori e Adusbef -. In tale contesto è una follia anche solo paventare, attraverso clausole di salvaguardia, nuovi aumenti dell’Iva o delle accise sui carburanti che, come calcolato dal nostro Osservatorio, a regime comporterebbero ricadute di ben 842 euro annui a famiglia” concludono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. Ci sono però anche barlumi di speranza. Ad esempio emerge che vi sono stati Consumi deboli ma positivi per quest’anno, dopo tre anni di riduzione. Andrà meglio nel 2015 e nel 2016: “Dopo tre anni di riduzione, nel 2014 la spesa delle famiglie segnerà un aumento dello 0,3 per cento in termini reali, in parte per effetto di una riduzione della propensione al risparmio”, afferma oggi l’Istat analizzando le prospettive dell’economia italiana per il periodo 2014/2016.

Nel 2014 l’Istat prevede una diminuzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,3 per cento in termini reali, seguita da una crescita dello 0,5 nel 2015 e dell’1 per cento nel 2016. Dopo la fase di stagnazione avviata nel 2013, e il calo del Pil di quest’anno, comincerà ad andare meglio a partire dall’anno prossimo e dal 2016, quando “la graduale distensione dello scenario macroeconomico, insieme all’adozione di misure di sostegno dell’attività economica, supportano l’uscita graduale dell’economia italiana dalla fase recessiva – scrive l’Istat – La crescita economica sarà essenzialmente sospinta dal miglioramento delle componenti interne di domanda. Nel 2015, la variazione del Pil tornerà debolmente positiva (+0,5 per cento), chiudendo la lunga recessione del triennio precedente.
 

 
Nel 2016 consolidamento della crescita economica
 
Per il 2016, sempre secondo l’Istat, è previsto un consolidamento della crescita economica (+1 per cento), che si dispiegherà a ritmi inferiori a quelli dei più dinamici concorrenti europei ed internazionali. Il tasso di disoccupazione, spiega l’Istituto, raggiungerà il 12,5 per cento nel 2014 per effetto della caduta dell’occupazione (-0,2 per cento in termini di unità di lavoro). La stabilizzazione delle condizioni del mercato del lavoro attesa per i prossimi mesi avrà riflessi sul 2015, quando il tasso di disoccupazione diminuirà lievemente al 12,4 per cento e le unità di lavoro registreranno un contenuto aumento (+0,2 per cento). Il miglioramento del mercato del lavoro proseguirà meglio nel 2016 con una discesa del tasso di disoccupazione al 12,1 per cento e una crescita delle unità di lavoro dello 0,7 per cento. I consumi delle famiglie ricominciano a essere positivi, ma con un debole recupero del potere d’acquisto. Dopo tre anni di riduzione, nel 2014 la spesa delle famiglie segnerà un aumento (modesto) dello 0,3 per cento in termini reali, in parte per effetto di una riduzione della propensione al risparmio; nel 2015 si prevede un ulteriore miglioramento dei consumi (+0,6 per cento) che proseguirà anche nel 2016 (+0,8 per cento).

Articolo pubblicato il 14 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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