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Car sharing o auto privata? Lo studio di Unione Nazionale Consumatori
di Anna Rudelli

UNC in occasione del Premio Vincenzo Dona fa uno studio sulla mobilità urbana per valutare se conviene di più il car sharing o l’auto privata

Tags: Car Sharing, UNC, Premio Vincenzo Dona, Rca



Il 26 novembre a Roma si terrà il l’ottava edizione del Premio Vincenzo Dona, dedicato all’innovazione e alla sharing economy. Quest’anno uno degli argomenti che verranno presentati sarà legato alla mobilità condivisa, “una delle facce più concrete del ‘nuovo che avanza’ “ per dirla con le parole del segretario di UNC Massimiliano Dona. Ma ci sono anche i detrattori che reputano il car sharing una “moda passeggera un po’ radical chic”, e quindi preferiscono avere un’auto di proprietà, pur stando sempre attenti alle spese, che nel caso dell’rc auto si traduce nell’informarsi sui preventivi di assicurazioni auto, in modo da trovare quello che offra il servizio migliore ad un costo vantaggioso.
 
E dal momento che l’obiettivo di tutti è risparmiare, è chiaro il motivo per cui lo studio di UNC sui vantaggi e svantaggi del car sharing, dell’auto privata e del trasporto pubblico, che si è servito anche dei dati dell’ACI, si sia occupato di verificare quanto gli italiani spendono in media per il mantenimento di un’automobile, ipotizzando un utilizzo poco intensivo e considerando il costo del singolo spostamento, per poi appurare se e quanto la mobilità condivisa possa consentire ad una famiglia di rinunciare a possedere un’automobile di proprietà.
 
Il confronto è stato fatto con tutti i tipi di mezzi di trasporto urbano, dai più tradizionali come i mezzi pubblici e i taxi, a quelli più moderni e innovativi come il car sharing. Considerando ad esempio 3 spostamenti a settimana per 46 settimane, quindi un totale di 138 spostamenti in un anno, il car sharing è più vantaggioso rispetto all’automobile privata, perché il costo di quest’ultima si aggira intorno ai 2.418 euro all’anno, comprensivi di 690 euro di accesso alle ZTL e 552 euro per la sosta, mentre il car sharing verrebbe a costare dai 538 ai 1.219 euro, esclusa la sosta.
 
Massimo Dona, però, ci tiene a sottolineare che il car sharing è vantaggioso se sfruttato come una seconda auto: se usato per evitare l’acquisto dell’auto principale, infatti, non conviene, in quanto il costo annuale di mantenimento di un’auto in una grande città si aggira intorno ai 4.690 euro, mentre per il car sharing se ne dovrebbero sborsare tra gli 11.270 e i 13.800, considerando la formula di abbonamento giornaliero moltiplicato per 230 giorni lavorativi.
 
Ma come abbiamo già detto, UNC ha preso in considerazione anche taxi e trasporto pubblico. Per uno spostamento di una decina di chilometri è ovvio che autobus e metropolitana sono i più economici, ma bisogna tenere presente delle scomodità legate alla frequenza del servizio, ad esempio; al secondo posto abbiamo il car sharing, con un costo che oscilla dai 3,90 euro agli 8,70, esclusa la sosta (altrimenti si arriverebbero a spendere quasi 40 euro). Ultimo viene il taxi, il cui costo per un tragitto di circa 10 km varia dai 34,30 euro ai 41,40. Fate le vostre considerazioni. 

Articolo pubblicato il 15 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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