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In Sicilia resiste il commercio al dettaglio
di Serena Giovanna Grasso

Secondo Confcommercio in Sicilia si contano 68.537 imprese medio-piccole operanti nel terziario, più del 65% del totale. Aprire il negozio sotto casa resta una scommessa da provare anche se gli affari sono in calo

Tags: Confcommercio, Impresa, Crisi



PALERMO – La composizione dell’universo delle imprese per tipologia e dimensione è strettamente correlata all’ambiente geografico in cui è insita e dunque alle abitudini che i fruitori dei beni e servizi sviluppano. Emerge così, per quel che riguarda il terzo settore d’impresa, che nelle regioni meridionali viene privilegiato il ricorso ad esercizi di tipo medio-piccolo, lasciando al Settentrione il primato di sviluppo delle aziende di distribuzione più grandi. Naturalmente le richieste del mercato e dei consumatori determinano e favoriscono l’attecchire di un determinato tipo di impresa anziché di un altro. Questi sono i risultati sintetici che emergono dal rapporto di Confcommercio sul terziario di mercato che analizza le varie forme organizzative di vendita dei prodotti sia di tipo alimentare che di tipo non alimentare.

Il Mezzogiorno si continua a confermare fedele alla tradizione ricorrendo con maggiore facilità ai punti vendita di piccolo dettaglio, ai minimarket o ai supermercati. Infatti, è proprio nelle regioni meridionali che si verifica la maggiore incidenza del tipo di imprese medio-piccolo, addirittura superiore alla media del Nord e nazionale: a livello percentuale questa presenza si attesta al 42,5% per il Sud, mentre al 33,3% nel Settentrione. Stessa cosa dicasi rispetto al rapporto tra abitanti e presenze di imprese dedicate al commercio nel piccolo dettaglio: infatti, ogni 100 mila abitanti le regioni del Sud dispongono di 1.521 esercizi, al Nord il rapporto è di 1.013 imprese ogni 100 mila abitanti.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, rileviamo che in Sicilia sul totale di 93.303 esercizi ben 68.537 (più del 65%)  sono impegnati nel piccolo dettaglio; mentre rappresentano solo 61 unità le grandi superfici specializzate (tre in meno rispetto al 2010). Giusto per render l’idea confrontiamo la presenza di quest’ultima tipologia di azienda con la Lombardia che con le sue 371 aziende rappresenta un valore pari a sei volte quello siciliano.

La ragione per cui gli ipermercati e i grandi centri di distribuzione faticano a mettere radici in Sicilia va ricercata nella tendenza delle famiglie a fare scorta di prodotti in promozione nella “bottega sotto casa”, anziché percorrere lunghi tragitti per raggiungere i grandi magazzini spesso ubicati fuori dal centro cittadino, apportando un grave dispendio di carburanti. Dunque, è così che proprio le imprese di grande distribuzione sono state investite in pieno dalla crisi, neppure le politiche espansive ne hanno favorito la crescita che nel 2013 è stata lentissima attestandosi solo a quota +46 rispetto al 2010.

Non a caso, è proprio il settore del commercio al dettaglio che negli anni di crisi è riuscito a crescere: a conferma di quanto finora affermato, nel 2014 si contano 7.764 esercizi in più rispetto a quattro anni fa, in gran parte dovuti alla crescita dell’area non alimentare (+6.724 unità), a fronte di un modesto incremento dell’area alimentare.
 

 
Isola terza per numero di aziende ambulanti
 
Anche per quel che riguarda il commercio online, e dunque alternativo a quello in sede, l’Isola si conferma fedele alle tradizioni. Infatti, in Sicilia sono presenti solo 2.077 aziende di questo genere, meno della metà rispetto a quelle site in Lombardia (5.617). Eppure, è proprio in terra di Trinacria che si rileva la presenza di un’impresa su cinque impegnata nelle pratiche del commercio online del Mezzogiorno (valore complessivo 10.244 unità).
Sempre riferendoci a forme commerciali che non si svolgono in sede, distogliamo la nostra attenzione verso le imprese del commercio ambulante, inteso nell’esplicazione delle sue diverse forme: dai mercati giornalieri o settimanali alle fiere, ancora ai posteggi a rotazione. In quest’ambito la Sicilia si destreggia abbastanza bene, contando un  numero di imprese assai simile a quello della Lombardia e in senso assoluto si colloca al terzo posto per numerosità di imprese: nei diversi settori (alimentare, abbigliamento, tessuti mobili, articoli di uso domestico e altri prodotti) l’Isola accumula complessivamente 21.243 imprese, subito dopo alla Lombardia (21.560) e Campania (25.776).

Articolo pubblicato il 18 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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