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Quotidiano di Sicilia

In crescita gli acquisti on line ma i siciliani restano diffidenti
di Maria Francesca Fisichella

Terza rilevazione trimestrale di Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano). In Italia +24,2%: ma se al Nord-Est il 25% compra in Rete, da noi solo l’8,6%

Tags: Ecommerce, Internet, Web



CATANIA - I numeri parlano: il favore verso il commercio online è in crescita, seppur si parli ancora di evoluzione e non di rivoluzione. è un fatto, però, che nell’ultima rilevazione (settembre 2014) gli acquirenti online degli ultimi tre mesi erano 15,8 milioni e che l’incremento del valore del “Net retail” in Italia nell’ultimo anno è cresciuto del +24,2 per cento.
 
L’età media degli  “e-shopper” è di 40 anni, gli acquirenti abituali sono aumentati del 23,4 per cento, mentre è pari al 23 per cento la quota di chi negli ultimi sei mesi ha fatto acquisti via App su un dispositivo mobile. Su questo versante, nel Bel paese, la distribuzione degli acquirenti da mobile per zona di residenza si rileva essere meno concentrata nelle regioni del Nord Ovest (21 per cento), più al Centro (21,8 per cento) e al Nord-Est (25,5 per cento) rispetto agli acquirenti online in genere. Le due isole maggori, Sicilia e Sardegna, segnano un valore pari a 8,6 per cento. In generale gli uomini (acquirenti mobili) sono il 55,8 per cento, mentre le donne il 44,2 per cento.

Sono questi alcuni dei dati emersi della terza rilevazione trimestrale (che completa i dati mensili sui comportamenti dei consumatori e il ruolo dei diversi “touch point” nel processo di acquisto multi/omnicanale con particolari approfondimenti sul ruolo dei sistemi di pagamento, di delivery e sul grado di soddisfazione) di fine settembre dal titolo “Net Retail-Il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Netcomm (Consorzio del commercio elettronico italiano), con il supporto di Human Highway, che tra il 25 settembre l’8 ottobre 2014 ha contattato via email 6.324 individui, in 3.438 hanno risposto al questionario. Durante il processo di pulizia del campione, 444 casi sono stati scartati a causa della scarsa qualità delle risposte e della dubbia identità dei rispondenti. Il campione considerato era formato da uomini e donne maggiorenni e residenti su tutto il territorio nazionale, rappresentativi della popolazione italiana che si connette alla Rete con regolarità almeno una volta alla settimana.

Guardando, invece, agli acquisti online in genere la distribuzione si rileverà omogenea per dimensione del comune di residenza: gli acquirenti online, sia abituali (tra i 25 e i 44 anni) che sporadici (fascia più giovane), si trovano distribuiti con la stessa densità sia nei grandi che nei piccoli centri. Così nel Nord ovest si registra una percentuale del 27,9 per cento (con una spesa di 4,4 milioni di euro), al Nord est del 17,9 per cento (con una spesa di 2,8 milioni di euro), al Centro del 19,3 per cento (con una spesa di 3,1 milioni di euro), al Sud del 24,3 per cento (con una spesa di 3,8 milioni di euro) e nelle isole del 10,7 per cento (con una spesa di 1,7 milioni di euro).

La terza rilevazione del 2014, inoltre, conferma le stime fatte ad inizio anno, ossia la crescita dei volumi stabile intorno al 25 per cento rispetto al 2013. Da notare, leggendo l’analisi, la “stagionalità del fenomeno”: i picchi di luglio mettono in risalto il forte contributo del settore turistico. Ci si incammina adesso verso la stagione dello shopping pre-natalizio, che si prevede manterrà sostenuto il volume di spesa fino alla fine dell’anno, come già osservato in passato.
 

 
Viaggi e turismo i più cliccati poi abbigliamento ed elettrodomestici
 
Se viaggi e turismo tengono il banco, tra le categorie di prodotti cresciute di più negli ultimi anni si registrano l’abbigliamento e le calzature, gli elettrodomestici, i prodotti alimentari e i servizi online a pagamento (App e acquisti in-App inclusi).
Se, invece, si vuol guardare al “percorso verso l’acquisto” considerando tutti gli acquisti online, il 39,7 per cento di essi avviene presso un merchant classificato come eRetailer. Si tratta, si legge nello studio, di soggetti che sono nati con l’avvento di Internet e operano principalmente, se non esclusivamente, in Rete. Sotto la voce «produttore» sono racchiusi tutti i merchant che forniscono direttamente il prodotto o il servizio che vendono, mentre i Retailer tradizionali sono soggetti che hanno una rete di vendita fisica e, ovviamente, sono anche presenti online.
Si trova, poi, la categoria dei “marketplace”, ovvero piattaforme che abilitano lo scambio di prodotti tra consumatori o tra aziende e consumatori finali. Infine, sono segnalati i siti di “vendite private”, il altre parole outlet online per la vendita, a forte sconto, di giacenze di magazzino di prodotti di marca.

Articolo pubblicato il 21 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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