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L’inutile Presidente che nasconde la verità
di Carlo Alberto Tregua

Lavoro e crescita dimenticati

Tags: Rosario Crocetta



Quando un presidente della Regione si insedia, dovrebbe immediatamente fotografare lo stato dell’Ente che è chiamato ad amministrare: controllare i conti del bilancio, verificare se le entrate sono effettive, individuare le spese per investimenti in modo che esse siano maggiori di quelle correnti.
Poi, un presidente della Regione capace, dovrebbe aggredire gli sperperi facendo verificare la spesa per l’acquisto di beni e servizi, quella per il personale, l’altra per i pensionati, nonché quel fiume di denaro speso inutilmente per consulenti, gabinetti pletorici degli assessori e tante altre inutili uscite.
Un presidente della Regione capace avrebbe dovuto far realizzare il Piano aziendale della Regione col relativo fabbisogno di dipendenti e dirigenti, per figure professionali, strettamente necessari alla produzione ed erogazione dei servizi. Da questo strumento la Regione siciliana avrebbe determinato gli esuberi da mettere in disponibilità con l’80% dello stipendio e risolto i contratti con almeno metà dei 1.800 dirigenti.

Ma tutto questo non è stato fatto. Cosicché, sentiamo la solita tiritera di decine di migliaia di persone con la mano tesa, a mendicare un’indennità non dovuta. A questo punto, un presidente della Regione degno di questo nome, avrebbe detto con fermezza a costoro che non possono essere più essere considerati privilegiati, ma parificati ai 379 mila disoccupati, che hanno pari diritti.
Un presidente degno di questo nome, avrebbe messo al punto numero uno del suo programma e della sua attività la crescita e il lavoro: come fare per far aumentare il Pil della Sicilia e il numero degli occupati. Le soluzioni ci sono, le abbiamo prospettate tante volte su queste colonne, e amaramente constatato come Egli le abbia trascurate.
Il Pil della Sicilia continua a retrocedere, i disoccupati aumentano, i giovani disoccupati ancor di più e non si vede la luce in fondo al tunnel, salvo che non si consideri il semaforo rosso che lì è acceso.
Con chi avrebbe dovuto fare le cose che precedono un capace presidente della Regione? Ovviamente con quel centinaio di dirigenti bravi e capaci, che ci sono.
 
Dopo crescita e lavoro, un capace presidente della Regione avrebbe dovuto mettere all’ordine del giorno la lotta alla corruzione, che è estesa in tutti i gangli. Fare il professionista dell’antimafia, come ricordava Leonardo Sciascia, può essere utile sul piano della comunicazione, ma non serve a niente su quello sostanziale.
Per lottare la mafia bastano i bravi pubblici ministeri e tutta la Magistratura, ma per lottare la corruzione dentro la Regione e gli altri Enti locali sarebbe indispensabile l’istituzione del Niai (Nucleo investigativo affari interni), cioè la costituzione di anticorpi che combattano dal di dentro tutta la corruzione.
Neanche questo è stato realizzato, con la conseguenza che il cancro della corruzione si continua ad estendere senza freno, gli abusi sono all’ordine del giorno e l’irresponsabilità è generalizzata.
Una Regione in queste condizioni non ha alcuna possibilità di ribaltare la sua disastrosa situazione, né può promuovere il lavoro e l’occupazione, che dovrebbero essere costantemente tenuti presente da presidente e assessori.

Vi è una quarta questione che si sottace da parte della stampa e della Classe dirigente: l’inefficienza generalizzata. Gli esperti di organizzazione sanno perfettamente come combatterla. Hanno indici misuratori che vengono applicati alle procedure, in modo da determinare con precisione gli obiettivi da raggiungere.
Con il metodo del controllo di gestione si verificano i risultati, in modo da stabilire gli eventuali scostamenti (differenze) con gli obiettivi. E poi, gli esperti di organizzazione stilano un rigoroso cronoprogramma che consenta di verificare se gli obiettivi si realizzino nei tempi previsti.
Non scriviamo nulla di nuovo, bensì delle ovvietà per chi fa seriamente un lavoro di programmazione e organizzazione e controlla senza sbavature quello che si fa.
Tutto ciò è sapientemente e volutamente ignorato alla Regione, che anziché essere fondata sul lavoro è fondata sulle parole in libertà.
Abbiamo più volte invitato il Presidente nei nostri forum, a informare i siciliani, ma egli ha rifiutato. Si vede che non sa cosa dire o ha qualcosa da nascondere!

Articolo pubblicato il 22 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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