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Lotta all’evasione fiscale per rilanciare l’economia
di Oriana Sipala

Il premier Renzi: “Stangare chi sbaglia e rendere più semplici le norme”

Tags: Evasione, Economia, Matteo Renzi, Fisco, Jobs Act, Pier Carlo Padoan



ROMA - Nella formula economico-politica del premier Matteo Renzi la semplificazione fa coppia con la lotta all’evasione fiscale. “Bisogna cambiare approccio verso il cittadino che si deve sentire moralmente accompagnato – ha affermato il primo ministro durante l’inaugurazione dell’anno accademico della Guardia di finanza - e il pubblico non è solo controllore ma diventa il consulente. Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato ma le norme vanno rese più semplici, la semplicità è presupposto per il contrasto alla criminalità”. Il capo del Governo rifiuta anche l’etichetta affibbiata all’Italia, vista come un Paese che “non può farcela”. “È frustrante - ha infatti continuato - sentirsi dire che l’Italia è il paese dove le cose non si possono fare, da anni i primi ministri assicurano la lotta all’evasione che va fatta e non detta. Ma saremo credibili se si parte dall’idea che l’Italia non è spacciata, non è in mano ai furbi o di chi dice tanto non ce la facciamo”.
 
La lotta all’evasione è “sacrosanta”, fondamentale per il recupero di quell’“impressionante numero di 91 miliardi stimati, qualcosa come sei punti di Pil”.

Il premier è poi tornato anche sul Jobs act. “Al termine della riforma - ha detto - avremo meno alibi e non meno diritti”. Renzi è tornato a sollecitare anche la riforma della legge elettorale. “Non basta - ha proseguito - cambiare la Costituzione e lo stiamo facendo, non basta cambiare la legge elettorale e lo stiamo facendo dopo anni di melina, pantano e sabbie mobile. La prima vera riforma è quella della scuola”.

Sul fardello dell’evasione fiscale, durante la medesima cerimonia, si è espresso anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: l’evasione “sottrae all'erario risorse ingenti” che “potrebbero essere utilizzate dallo Stato per migliorare il bilancio pubblico, per ridurre la pressione fiscale e per perseguire obiettivi di equità sociale”, ha affermato il ministro. L’evasione fiscale “distorce il funzionamento del mercato –ha continuato Padoan - perché pone i contribuenti onesti in una condizione sfavorevole rispetto agli evasori e impedisce l’allocazione ottimale delle risorse”. Il ministro ha poi ricordato che l’evasione “è collegata alla corruzione e alle attività economiche svolte dalla criminalità organizzata”. Con la legge di Stabilità – sottolinea Padoan, citando le misure sul ravvedimento operoso e sulla reverse charge per l’Iva - si introducono misure di contrasto all’evasione fiscale “che consentiranno di recuperare risorse per circa 3,5 miliardi aggiuntivi rispetto al 2014”.
 
A partire dai primi mesi del 2015, secondo le parole conclusive del ministro, l’Agenzia delle Entrate “segnalerà ai contribuenti eventuali incongruenze” emerse dal raffronto delle banche dati, in modo che “i contribuenti potranno fare le loro verifiche ancora prima di presentare la dichiarazione dei redditi”. Tutte misure introdotte per “migliorare la cooperazione tra contribuenti e amministrazione fiscale per incentivare l’adempimento spontaneo”.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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