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Catania - Discariche, è ora di smetterla. Riunione decisiva il 3 dicembre
di Redazione

Residenti in allarme per le esalazioni maleodoranti che si propagano nell’intera area circostante. Valanghe d’Inverno, sito chiuso ma “in emergenza” i rifiuti arrivano ancora

Tags: Catania, Rifiuti, Discarica



CATANIA - Una discarica, quella di contrada Tiritì tra Motta S. Anastasia e Misterbianco, cresciuta tra le anomalie in corso di accertamento e che per questo attende di conoscere i tempi e le modalità del piano di chiusura, ma che nel frattempo viene invitata a ospitare i rifiuti di oltre 100 comuni in più. È quello che accade nella Sicilia del presidente Crocetta. E all’orizzonte non si vedono ancora vie d’uscita percorribili.

Eppure l’estate scorsa la sensazione era di essere arrivati a un punto di svolta decisivo. In quell’occasione avevamo parlato infatti, per la discarica in questione, di termine dell’attività in tempi rapidi. Questo perché, dopo l’arresto di Mimmo Proto, titolare dell’Oikos - l’azienda che gestisce il sito - nell’ambito dell’inchiesta “Terra mia” che ha visto scattare le manette per altri tre imprenditori siciliani legati al mondo della gestione dei rifiuti, la Regione aveva imposto la chiusura del sito, compreso il nuovo ampliamento di Valanghe d’Inverno. Si dava tempo alla ditta fino al 31 agosto per consegnare un piano di bonifica.
 
La vicenda sembrava così conclusa. I Comitati, che da anni si battono per la salvaguardia del loro territorio, avevano finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo. Qualcuno aveva parlato di vittoria. Ma non era così semplice.  Già qualche mese fa gli osservatori più attenti facevano notare un problema non irrilevante; se la Regione aveva dato un termine fisso all’Oikos per la consegna del pano di chiusura, non ne aveva imposto alcuno a se stessa per decidere se approvarlo o meno. Perché in una Regione senza un Piano dei rifiuti serio ed efficiente le discariche sono un elemento importante, almeno finché non si attivano altre strutture che puntino al riciclaggio e alla produzione di energia dai rifiuti.

Non ha destato quindi grande sorpresa l’ordinanza emessa a fine settembre dal presidente Rosario Crocetta con cui veniva prorogata l’autorizzazione, per tutti i Comuni, a conferire a Valanghe d’Inverno, almeno fino al 15 gennaio del 2015. Del resto siamo in emergenza. E lo siamo da sempre.

Ed ecco arrivare l’altra tegola. Dopo il sequestro da parte dei Carabinieri del sito di Mazzarrà Sant’Andrea, su disposizione del Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e su richiesta della Procura barcellonese, i rifiuti degli oltre 100 comuni esuli del sito messinese sono stati invitati a conferire proprio nella morente Valanghe d’Inverno. Così la discarica che doveva essere chiusa adesso ospita i rifiuti di tutta la Sicilia orientale. Evidentemente l’assenza di tutte le autorizzazioni richieste dalla normativa regionale ed europea e l’inchiesta della magistratura per corruzione, nell’ambito dell’iter di rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, sembrano essere state, in questo senso, ritenute poco rilevanti.

Si attende adesso la nuova conferenza dei servizi, che si terrà il 3 dicembre a Palermo, per capire quale sarà il futuro dei rifiuti siciliani nei prossimi anni. Nel frattempo i due Comitati contro la discarica hanno ripreso la loro attività di protesta. Sabato 15 novembre qualche centinaio di cittadini hanno bloccato gli ingressi al sito, rallentando la circolazione delle auto e tenendo i camion dei rifiuti fermi fino alle 15. Un’ennesima, disperata, richiesta di ascolto.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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