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Catania - Lavoro nero: ancora troppe violazioni
di Redazione

Scoraggianti i risultati dei controlli effettuati dai Carabinieri

Tags: Catania, Lavoro, Lavoro Nero



CATANIA - I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro e del Comando provinciale etneo, d’intesa e su impulso della locale Direzione territoriale del lavoro, anche in questi ultimi giorni hanno attivamente proseguito a scandagliare il territorio, nella ferma intenzione di mantenere alti i livelli d’osservanza delle tutele del lavoratore.

Anche a Catania e provincia, come si legge in una nota dell’Arma “la situazione è ancora difficile. Gli interventi, che vogliono avere anche un significato di avviso a mutare le condotte inosservanti, dovranno essere proseguiti con costanza”.
“Le Autorità del lavoro in Sicilia – si legge ancora nel documento dei Carabinieri - ossia l’assessorato e il dipartimento al ramo, insieme all’Arma, particolarmente attente alla problematica della sicurezza, profondono nei vari settori il massimo delle energie e dell’intesa nella prevenzione, ma anche nella repressione”.

Le più recenti ispezioni hanno interessato differenti tipologie di attività commerciali: a Catania in tre ristoranti diversi sono stati scoperti tre lavoratori in nero su 10 presenti; a Giarre in un negozio di abbigliamento è stato scoperto l’irregolare utilizzo di un impianto di videosorveglianza senza l’autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro, né senza accordo sindacale in violazione della legge 300/’70 ossia lo Statuto dei Lavoratori; a Mascalucia in una sala scommesse è stato individuato l’irregolare utilizzo di un impianto di videosorveglianza non autorizzato; a Paternò in una ditta esercente agricoltura e commercio di prodotti relativi, sono stati riscontrati due lavoratori su due presenti in nero; infine a Mirabella Imbaccari è stato deferito alla Procura della Repubblica un imprenditore in edilizia poiché nel suo cantiere aveva omesso di formare e informare i propri operai, né aveva  provveduto alla loro sorveglianza sanitaria.

Per i casi dei lavoratori reperiti in nero i titolari degli esercizi dovranno pagare la cosiddetta “maxi sanzione” di 4.000 euro per ogni singolo lavoratore, oltre alla regolarizzazione dei contributi Inps. Sono inoltre state segnalate le violazioni fiscali e tributarie all’Agenzia delle Entrate a alla Guardia di Finanza.

Articolo pubblicato il 29 novembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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