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Formazione professionale ecco la black list
di Michele Giuliano

Spuntano enti “eccellenti”: ora sono tutti fuori dal giro e per i loro dipendenti è un calvario. Revocati gli accreditamenti, adesso si lavora su cassa integrazione e mobilità

Tags: Formazione



PALERMO - Resi noti i nomi degli enti di formazione inseriti nella black list della Regione. Ad essere finiti nel calderone di questa scottante pentola a pressione, che rischia di esplodere da un momento all’altro, l’Ecap Palermo e Agrigento, Ciapi, Ial Sicilia, Efal di Messina, EmcQuadro, Enaip Asaform, Cufti, Aram, Lumen, Enaip di Messina e Ragusa, Enfap Sicilia, Esfo-Ctrs, Eureka società cooperativa, Federcomed di Agrigento, Issvir, Anfes, Anfe Catania, Ieraps, Ancol Sicilia, Aiprig e Informhouse.

In realtà nulla di nuovo sotto il sole dal momento che questi nomi circolano oramai da lungo tempo tra quelli a cui sono stati revocati gli accreditamenti e che hanno attivato un contenzioso con la Regione: molti infatti contestano il provvedimento. Situazione che di fatto ha bloccato i finanziamenti concessi dalla Regione e con essi quindi gli stipendi dei lavoratori che in molti casi contano arretrati anche di due anni.

Per di più il ritiro dell’accreditamento ha anche posto una serie di interrogativi: questi ex dipendenti rimasti in mezzo alla strada cosa faranno? Difficile pensare che potranno rientrare in altri enti perché le piante organiche letteralmente esplodono e quindi non vi sarebbe spazio.

Si pongono una serie di questioni anche di carattere burocratiche per l’eventuale cassa integrazione. Sotto questo aspetto conferma queste difficoltà il deputato regionale Enzo Vinciullo che in particolare sta seguendo la vertenza dello Ial Cisl di Siracusa: “La dirigente regionale del dipartimento Formazione – sottolinea – si sta confrontando con gli enti preposti per cercare di capire i criteri per poter pagare la cassa integrazione Ial e integrare anche la quota sino al 10 ottobre scorso”. “Per quanto riguarda il fondo di garanzia 2012 - fa sapere la delegazione Ial - si attendono nuove comunicazioni. L’ultimo finanziamento ricevuto dallo Ial Sicilia risale alla chiusura dell’Avviso 20/11 anno 2013, ad oggi si attendono comunicazioni più dettagliate, trattandosi di dati particolarmente sensibili”.

Si vocifera addirittura che la Regione potrebbe pagare gli stipendi per conto dello Ial, qualora la somma fosse compensata-disponibile. Come al solito, quindi, si va avanti con molte ipotesi e pochissime certezze. Al di là degli enti in black list resta ancora oggi tutto il settore bloccato per via della mancata partenza dei corsi e della conseguente mancata erogazione dei fondi, promessi già dallo scorso mese di ottobre dal presidente della Regione Rosario Crocetta ma in realtà mai erogati veramente.
 
“Gli operatori delle politiche attive del lavoro, che aspettano di ritornare a svolgere le loro mansioni, - aggiunge l’Unione Lavoratori Liberi della Formazione in Sicilia - fanno appello a tutti i sindaci dei paesi siciliani a voler intervenire contro questo scempio e di appoggiare la nostra battaglia con la loro autorevole presenza per dare un forte segnale al governo siciliano. Questo l’appello che lanciano i lavoratori liberi alle istituzioni e ai sindaci per evitare che si perda una chance di lavoro per tantissimi giovani siciliani attraverso un programma indirizzato nei confronti di siciliani che sono allo sbando”.
 

 
Gli enti non ci stanno e chiedono pari diritti
 
PALERMO - A tanti operatori del settore non sono andate giù le parole sulla creazione di una black list degli enti non in regola che, in assenza di un punto fermo sulla chiusura amministrativa e contabile con il passato, possono chiudere definitivamente “baracca e burattini”. Sulla vicenda che getta ulteriori ombre attorno al mondo della formazione siciliana è intervenuto il presidente di Forma Sicilia, l’associazione regionale che annovera gli enti storici con il maggior numero di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato. “Forma – afferma Paolo Genco - apprezza l’apertura e condivide la parole dell’assessore regionale alla Formazione Mariella Lo Bello sul proposito di predisporre una black list. Gli enti formativi, però, pretendono che l’amministrazione regionale eroghi con puntualità e nei tempi previsti dalla normativa e dal contratto i finanziamenti per pagare il personale”. Genco sostanzialmente chiede che ci sia un livellamento di diritti e doveri per gli enti: “Prima di rendere pubblica una lista nera degli enti cattivi – aggiunge il presidente di Forma Sicilia – l’assessore dia regole certe al settore, da rispettare da una parte e dall’altra”.

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2014 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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