Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

La Sicilia rafforza il suo potenziale di ricerca
di Vanessa Paradiso

Dal fondo europeo di sviluppo regionale e dal fondo di rotazione arrivano 425 milioni di euro per la creazione di nuovi settori produttivi. Saranno finanziati enti di ricerca, università ed imprese per creare nuovi laboratori e strutture scientifiche

Tags: Ricerca



PALERMO - La Regione Siciliana ha firmato l’Accordo di Programma Quadro grazie al quale verranno attuati gli interventi definiti dagli obiettivi del Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività 2007-2013, in coerenza con le priorità di sviluppo stabilite dalla Regione Siciliana stessa. Gli APQ costituiscono i principali strumenti di attuazione della strategia di intervento della politica di coesione determinata dalla Programmazione 2007-2013 che conta, per la Ricerca, una dotazione complessiva di 3,2 miliardi di euro, tra risorse comunitarie (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e nazionali (Fondo di Rotazione). Grazie all’accordo, vengono messi a disposizione della Sicilia 425 milioni di euro (suddivisi al 50% tra quota Ue e quota nazionale) per la creazione di nuovi settori produttivi, attraverso il finanziamento di enti di ricerca, università ed imprese, rafforzando in tal modo il potenziale di ricerca di tutti gli enti pubblici e privati che operano in ambito scientifico e tecnologico.

Le linee di intervento sono quattro, con obiettivi specifici: a) aree scientifico-tecnologiche generatrici di processi di trasformazione del sistema produttivo e creatori di nuovi settori (costo massimo Pon 90mln di euro), b) reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico delle regioni nella convergenza (costo massimo Pon 240mln di euro); c) potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche (costo massimo Pon 85 mln di euro); d) integrazioni programmatiche per il perseguimento di effetti di sistema (costo massimo Pon 10 mln di euro).
Le risorse saranno distribuite nelle aree territoriali siciliane ove è più significativa la presenza di centri di ricerca ed imprese che hanno in programma iniziative integrate ed organiche di attività di ricerca industriale.

Al piano potranno partecipare università, imprese ed enti pubblici per creare nuovi laboratori, potenziare le infrastrutture dei campus delle università siciliane attraverso lo sviluppo di strutture scientifiche. E’ una delle occasioni che va integralmente sfruttata e che potrà dare nuovo impulso alla “Rete delle Università del Sud”, quell’organismo creato tra i rettori delle università di Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Molise e Sardegna, che ricordiamo dovrà essere il supporto culturale e scientifico dell’azione degli enti territoriali nel campo dell’innovazione. Gli Atenei siciliani dovranno sin d’ ora elaborare una piattaforma programmatica con proposte che dovranno avere la finalità di avviare programmi di ricerca.

Contributi per l’imprenditoria giovanile

Intanto, il 19 ottobre prossimo scade il bando per la presentazione delle domande relative all’azione 7 dell’Accordo di Programma Quadro “Giovani protagonisti di sé e del territorio”, firmato dalla Regione Siciliana e dai Ministeri dello Sviluppo Economico e della Gioventù. I bandi coinvolgono direttamente le imprese, i neo laureati e gli aspiranti imprenditori con due linee di intervento: stage/project work e sviluppo di idee innovative e supporto allo start up d’impresa. Alla prima linea di intervento possono partecipare i giovani neolaureati inoccupati, in possesso di laurea breve o specialistica di secondo livello, dottorando/dottori di ricerca che non percepiscono borse di dottorato o assegni di ricerca e giovani diplomati purchè si associno in gruppi informali, che nel caso di finanziamento della proposta dovranno costituire un’associazione o un’impresa. Invece, alla seconda linea di intervento di supporto allo start up d’impresa, potranno partecipare giovani imprenditori come lavoratori autonomi o in qualità di soci d’imprese di recente istituzione.

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐