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Paura attacchi in Vaticano. Alfano: "A noi non risulta"
di Redazione

Le istituzioni italiane rassicurano, ma la guardia rimane comunque alta

Tags: Vaticano, Terrorismo, Angelino Alfano



ROMA – Dopo la grande manifestazione di Parigi, cresce in tutto il mondo il livello di allerta contro possibili attentati terroristici ai danni di vari obiettivi sensibili. Ma a seguito delle notizie che hanno indicato il Vaticano come prossimo obiettivo dell’Isis, sono arrivato immediate smentite da parte del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Abbiamo fatto ulteriori verifiche – ha detto intervistato a Radio 24 - e a noi non risulta”. Tutto ciò nonostante il Vaticano sia stato “più volte citato dall’autoproclamato Califfo dell’Isis e sono apparse immagini con la bandiera nera sul Cupolone”.

“Comunque - ha aggiunto Alfano - non sottovalutiamo nessuna ipotesi, neanche quella più tenue”.
Anche il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha sottolineato come non risultino “segnalazioni di motivi concreti e specifici di rischio”.

“Non è quindi il caso – ha aggiunto - di alimentare preoccupazioni non motivate. Contrariamente a quanto diffuso da alcuni organi di informazione, non è vero che la Santa Sede abbia ricevuto segnalazioni di rischi specifici da servizi di sicurezza di altri Paesi. Si conservano i normali e opportuni contatti fra servizi di sicurezza, che facendo riferimento alla situazione attuale invitano ad attenzione e ragionevole prudenza”.

Lombardi ha ritenuto opportuno chiarire tutto ciò “anche nell'interesse dei tanti pellegrini e turisti che quotidianamente frequentano il Vaticano”.

A gettare acqua sul fuoco circa possibili attentati alla Santa sede è stato anche Diego Parente, capo della Digos di Roma, il quale ha affermato che “non c’è al momento nessun riscontro sulle minacce al Vaticano”, anche se “l’allerta è massima”.

“In Vaticano – ha aggiunto - il servizio era già cospicuo e sostanzioso, ma adesso è stato rivisto come tutto il sistema di sicurezza della città, che comprende i numerosi obiettivi sensibili presenti a Roma”. Rafforzati anche i dispositivi di sicurezza al Ghetto e alla scuola ebraica, così come quelli nei pressi di ambasciate, monumenti, luoghi culto e redazioni di giornali e tv.

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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