Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

M5S chiede altri tagli a dirigenti e deputati
di Raffaella Pessina

L’esame del Dpef in Aula rinviato al 18 febbraio, dopo quello nelle commissioni. Ciaccio: “Strada alternativa all’accensione del mutuo”

Tags: Ars, Dpef, Giorgio Ciaccio



PALERMO - Aula rinviata ad oggi perché ieri la maggior parte del tempo è stata impegnata dalla riunione dei capigruppo di maggioranza. Nel corso della seduta di ieri si è tenuto un minuto di silenzio per commemorare la Shoah e quindi vi è stata una serie di interventi polemici sull’ordine dei lavori. Oggi in Aula dovrebbe arrivare il Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef 2015). Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo dell’Ars di ieri mattina. L’esame del documento finanziario verrà quindi rinviato al 18 febbraio per permettere alle commissioni di merito di esaminarlo e dare il loro parere.

La Conferenza ha stabilito l’apertura di una finestra legislativa per il 3 febbraio per incardinare il testo unico sulle Attività produttive che contiene oltre 200 articoli, la cui trattazione avverrà comunque  a partire dal 18 febbraio.
 
Il Movimento 5 Stelle ha chiesto ieri che il ddl sul mutuo per pagare le imprese torni in commissione di merito “per essere trattato dopo le riforme che risultano urgenti e necessarie per questa regione. In subordine siamo disposti a posticipare l’accensione del mutuo a giugno, sempre, però, dopo il varo delle riforme che abbiamo indicato”.

I grillini infatti avrebbero pronti due ddl che prevedono la riduzione degli stipendi dei parlamentari e la abolizione della terza fascia (i dirigenti), piuttosto affollata in Sicilia. In una nota Giorgio Ciaccio del M5S afferma che la terza fascia “va azzerata, rimpiazzando i posti che veramente servono con personale reclutato per la prima e seconda fascia tramite concorso”.
 
Ma il partito di Grillo ha pronto un pacchetto di riforme strutturali (riduzione del 50 per cento degli staff degli uffici di gabinetto, azzeramento delle consulenze inutili, riduzione dei dipartimenti, aree servizi, e unità operative di base e così via) che per il Movimento potrebbe essere la strada alternativa all’accensione dell’ennesimo mutuo.
 
Di un rinvio della approvazione del mutuo ha parlato anche il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone, che ritiene prioritaria la rinegoziazione della finanziaria regionale, nel corso di un tavolo tecnico da tenersi a Roma con la partecipazione anche delle forze di opposizione. “Non è più un problema di maggioranza e di minoranza – dice Falcone - ma che tutti “i soggetti politici responsabili concorrano allo stesso risultato, che è quello di salvare la Sicilia”. In ragione di ciò è opportuno “soprassedere all’approvazione del mutuo per rinviarla agli esiti del tavolo tecnico romano”.

Non è andata in commissione Lavoro ieri l’assessore regionale alla Formazione Mariella Lo Bello per essere ascoltata in merito a urgenti questioni su circa 4 mila lavoratori degli enti di formazione che si trovano in attesa di una ricollocazione poiché disoccupati e privi di ammortizzatori sociali. In una nota il coordinatore  regionale di Ncd, Francesco Cascio e Giovanni Lo Sciuto stigmatizzano tale comportamento che dimostra “totale disinteresse” da parte dell’assessore.

Il neo assessore regionale alle Autonomie locali Ettore Leotta, questa mattina ha partecipato per la prima volta ad una seduta della commissione Affari istituzionali. L’assessore si è impegnato a portare entro 15 giorni in commissione la bozza completa di relazione tecnica sulla riforma delle Province in Sicilia. Leotta ha detto che “La riforma delle Province deve essere portata avanti, ma devo necessariamente confrontarmi con il Governo”. La linea emersa in commissione sulla riforma è quella di fare una sintesi di tutti i ddl finora presentati (soprattutto fra quello del governatore e quello sostenuto dal presidente dell’Ars Ardizzone). Si prevede di ridurre il numero dei consorzi da 9 a 6, lasciando le tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina.
 
“I disegni di legge presentati in materia sono diversi - ha detto il deputato Alfio Papale (FI), componente della commissione - ma la legge Delrio pone dei paletti molto chiari, a partire dall’esclusione di poter eleggere i presidenti con elezioni di primo grado. Ci auguriamo che l’assessore mantenga i suoi impegni e il governo sia in grado di presentare un ddl organico che porti ad una soluzione prima della scadenza dei commissari straordinari il prossimo 30 aprile”.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Giorgio Ciaccio
Giorgio Ciaccio