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Quotidiano di Sicilia

Poche risorse per soddisfare le esigenze
di Margherita Montalto

I ciechi o ipovedenti in Sicilia sono circa 35.000 l’Unione ciechi di Catania ne segue ed assiste oltre 4.000 . Gemmellaro: “Ci siamo rivolti per aiuti anche all’assessorato alle Politiche sociali del Comune”

Tags: Unione Italiana Ciechi, Antonino Gemmellaro



CATANIA - Una luce nel buio è possibile per i non vedenti e gli ipovedenti grazie all’Unione Italiana Ciechi, ente morale onlus alla quale sono stati attribuiti dallo Stato la rappresentanza e la tutela morale e materiale di queste persone (D.L.C.P.S. 26 /09/47, n. 1047 e confermati con DPR 23/12/78).

Sono tantissimi i servizi erogati dalla Sezione Provinciale di Catania prefiggendosi il raggiungimento degli scopi statutari ed il rispetto dei compiti istituzionalmente attribuitigli dalla l.R S. n. 4/01 che all’art. 4 indica le competenze dell’UIC.
Fondamentale compito svolto dall’UIC è quello della prevenzione delle patologie oculari che, percentualmente, colpiscono più le donne che gli uomini (secondo l’Oms le donne con handicap visivo sono circa 176,74 milioni (56,3%) su 314 milioni di disabili visivi: quelle affette da ipovisione sono 150,64 milioni (56% di tutti gli ipovedenti), mentre 26,1 milioni sono cieche (pari al 58% dei non vedenti).

Il “fiore all’occhiello” della Sezione è il Centro di riabilitazione visiva che eroga prestazioni sanitarie riabilitative di cui al comma 1 dell’art. 26 L n. 833/78 e art. 7  L.104/92, per soggetti ipovedenti e minorati della vista in età evolutiva o adulta (art. 3 L.104/92), in regime ambulatoriale”.
Così descrive l’utilità del Centro il suo presidente Antonino Gemmellaro. “Il Centro è convenzionato con l’ASP 3 di Catania per l’erogazione di 38 prestazioni ambulatoriali giornaliere.

L’UIC ha rivolto la sua fondamentale attività a favore dei minorati della vista promovendo numerosi servizi per favorire la loro autonomia personale e facilitarne la loro integrazione sociale”.
“Come è noto i ciechi in Sicilia sono oltre 35.000, gli ipovedenti in possesso da 1 a 3 decimi, ai sensi della L.138/01, sono oltre 90.000, questi ultimi in preoccupante aumento. Per non parlare dei ciechi pluriminorati gravi che in Sicilia sono più di 500 anche questi in allarmante aumento”. Si pensi che la sola Sezione Provinciale di Catania dell’UIC,- prosegue Gemmellaro - assiste oltre 4.000 non vedenti”.

Ma non mancano le difficoltà: “Le barriere architettoniche impediscono di vivere la città. I marciapiedi sono impraticabili: auto, motorini e insegne ingombrano il passaggio. La Regione, che per il funzionamento dell’intera UIC siciliana, erogava all’anno 2milioni e 300mila euro, ha tagliato del 10% i fondi. A questo punto la Sezione di Catania, che assicura quotidianamente a tutti i minorati della vista, bambini, giovani ed anziani non vedenti varie prestazioni si trova in difficoltà e stenta a fornire la stessa assistenza. Ci siamo rivolti anche per aiuti all’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Catania”.
“Le risorse ci sono, ma non sono mai sufficienti. La disponibilità di 22 milioni di euro, destinati alle Politiche sociali e alla famiglia, non riesce a soddisfare le esigenze e per coprire le necessità cerchiamo di ridurre gli sprechi. Miriamo a finanziare il bisogno e non i progetti”. Così espone la questione l’assessore alle Politiche sociali, Marco Belluardo. I ritardi? “Dovuti alla lentezza degli uffici”.

Articolo pubblicato il 21 ottobre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonino Gemmellaro (mm)
Antonino Gemmellaro (mm)
Studio oculistico in sede Unicct (mm)
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