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Baccei: "Senza il mutuo, in Sicilia sanità commissariata"
di Raffaella Pessina

L’assessore Baccei ha spiegato le ragioni della legge che è stata approvata. Rischio di contenziosi e interessi più alti di quelli di adesso

Tags: Ars, Alessandro Baccei, Sanità, Regione Siciliana



PALERMO - Si sono spenti i riflettori su Sala D’Ercole, dopo le polemiche di mercoledì scorso sorte per la approvazione del ddl sul mutuo di un miliardo e 776 mila euro per pagare i debiti con le imprese.

I battenti dell’Aula di Palazzo dei Normanni si riapriranno il prossimo martedì per affrontare un altro argomento scottante: il Documento di programmazione economico finanziaria. Come si ricorderà il Parlamento ha approvato l’esercizio provvisorio fino ad aprile e non sarà una battaglia facile che il Governo dovrà portare avanti per approvare i documenti finanziari in tempo per evitare la fine di una delle più nere legislature che vi siano state in Sicilia. La 16ma infatti è la legislatura caratterizzata dagli effetti della crisi economica che ha investito tutta Italia e durante la quale la politica ha dovuto prendere atto di essere troppo costosa, e di dover porre rimedio ai debiti contatti negli anni precedenti.
 
Il Parlamento, nell’affrontare tali difficoltà, fin dall’inizio si è mostrato disunito e poco coeso, sia dalla parte della maggioranza che nell’opposizione. Anche mercoledì alcuni componenti dell’opposizione, in particolare i componenti di Ncd, Nino D’Asero, Vincenzo Fontana e Piero Alongi invece di uscire dall’Aula come gli altri dell’opposizione, sono rimasti per votare No alla contrazione del mutuo. Il deputato Roberto Clemente del Cantiere popolare ha detto che è stato “Un modo davvero strano di fare opposizione al governo Crocetta. Davvero strano, soprattutto se si considera che la strategia concordata dalle forze di opposizione di centrodestra era di abbandonare l’Aula”.
 
Immediata la risposta dei tre parlamentari: “non esisteva affatto una linea concordata nell’opposizione, dichiariamo a gran voce che non accettiamo critiche: da nessuno. La sceneggiata dell’abbandono dell’Aula sarebbe comunque rimasta nient’altro che questo. Non sarebbe servita a nulla se non al rinvio di un’ora della seduta stessa. E, dopo un’ora, la maggioranza si sarebbe ritrovata in forza numerica in Aula e avrebbe dunque approvato questo prestito che peserà per trenta anni sulle teste e i portafogli dei cittadini”.

Duro l’assessore all’Economia Alessandro Baccei, il tecnico romano voluto da Graziano Delrio che aveva parlato di “teatrino inutile dell’Ars” ed era stato chiaro: “Sono state dette tante cose a sproposito anche se tutti quanti sapete perchè dobbiamo fare questo mutuo. Se non approviamo il mutuo la Sanità siciliana verrà commissariata, pagheremo una penale del 3%, avremo contenziosi con i fornitori e pagheremo interessi moratori molto più alti di quelli che pagheremmo con il mutuo”. Il M5S al momento del voto ha abbandonato l’Aula, insieme Lista Musumeci e una parte di FI. “Il voto finale sul ddl relativo al mutuo va invalidato - ha detto il capogruppo Falcone - in quanto  Vincenzo Figuccia, nel corso della dichiarazione di voto in Sala d’Ercole, aveva esplicitamente sostenuto di volere abbandonare l’aula e di non volere esprimere il proprio voto, riaffermando l’assoluta contrarietà alla norma. E’ grave che il vicepresidente dell’Assemblea Venturino abbia giocato sulla temporanea avaria del sistema di rilevamento del voto.
 
Forza Italia ha chiesto formalmente al presidente Ardizzone di procedere a ripristinare un principio di regolarità nei lavori onde evitare che in Assemblea regionale siciliana vinca il principio del caos, della irregolarità e della balcanizzazione”. Ora si renderà necessaria una verifica tra le forze di opposizione, come chiede il coordinatore regionale di Forza Italia Vincenzo Gibiino, che nei prossimi giorni sarà in Sicilia.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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