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Quotidiano di Sicilia

Un Piano contro il rischio esondazioni
di Giovanna Naccari

L’assessore al Territorio Maurizio Croce: “Potrebbe partire quest’anno con risorse che non provengono dal bilancio regionale”. Le manutenzioni si realizzerebbero con una parte dei 1,5 mld dei fondi Fsc ed eseguite dai forestali

Tags: Esondazione, Maurizio Croce



PALERMO – Interventi straordinari agli argini di fiumi e torrenti per evitare il rischio esondazioni in caso di piogge abbondanti. Il piano è inserito nella Legge di stabilità che deve essere approvata dall’Ars. Potrebbe partire quest’anno, con risorse che non provengono dal bilancio regionale.

Il progetto è stato illustrato dall’assessore al Territorio e Ambiente, Maurizio Croce, al Forum del Quotidiano di Sicilia.
“La maggior parte dei disastri ambientali - dice Croce, già commissario straordinario per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in Sicilia e Puglia - avvengono nel momento in cui ci sono esondazioni di fiumi e torrenti. E la maggior parte delle esondazioni accadono perché i torrenti e i fiumi non sono manutenzionati”.

La mancanza di interventi è dovuta a due motivi: “Fiumi e torrenti che non possono essere manutenzionati perché le sponde sono occupate abusivamente, e questo tema percorre una sua strada anche se in Sicilia il fenomeno è minore - spiega l’assessore - e assenza di investimenti nelle manutenzioni ordinarie”.

Ecco quindi l’idea dell’esponente del governo, apprezzata dal presidente Rosario Crocetta che, come gli altri governatori, oggi è commissario per gli interventi sul territorio: “Abbiamo circa 25 mila forestali, abbiamo anche l’Esa con i trattori e i trattoristi, quindi riteniamo di avere uomini e mezzi per i lavori da effettuare”.

L’assessore Croce poi va alla parte economica: “Le opere si possono realizzare con parte dei fondi di sviluppo e coesione (Fsc) destinati alla Sicilia tra quelli che la Commissione europea e lo Stato individuano per interventi contro il dissesto idrogeologico”.
Facendo i calcoli sui fondi Fsc, si tratta di circa 9 miliardi di euro da dividere a tutte le regioni, di cui 1,5 miliardi per la Sicilia. “Se da questa somma - afferma l’assessore Croce - ritagliamo una cifra adeguata, possiamo pensare di fare manutenzione straordinaria degli argini di fiumi e torrenti con i forestali e con l’Esa. In questo modo rendiamo produttivi una parte dei lavoratori, che togliamo dal bilancio regionale e dell’Esa e, soprattutto, iniziamo a realizzare interventi di prevenzione del rischio, piuttosto che di emergenza”. 

Croce guarda lontano: “Il piano di manutenzione io comunque lo sto portando avanti. C’è intanto un tavolo aperto con l’unità tecnica di missione contro il dissesto idrogeologico creata da Palazzo Chigi - conclude l’assessore - che materialmente farà la sintesi degli accordi di programma. Il piano comunque dovrebbe essere effettivo da giugno, quando partirà concretamente la nuova programmazione 2014-2020”.

Nei mesi scorsi, secondo le direttive emanate dal dipartimento Ambiente per gli interventi di manutenzione straordinaria sul demanio idrico fluviale, gli uffici del Dipartimento Sviluppo rurale e territoriale avevano definito un elenco di opere di concerto con i Geni civili, nell’ambito dei fondi Pac (piano di azione e coesione), che toccavano tutte le province. Poi il governo nazionale ha deciso di ritirare le risorse inutilizzate per altre destinazioni.

“Gli interventi con i Pac non impegnati al 30 settembre sono oggetto di confronto tra le regioni e il governo nazionale - conclude l’assessore Croce - al momento ci concentriamo sulla Finanziaria”.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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