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Ars, Ddl riforma province incardinato in commissione
di Raffaella Pessina

È andato a vuoto l’incontro di maggioranza sul ddl della finanziaria. Baldo Gucciardi, capogruppo Pd: “Uscirà un testo condiviso”

Tags: Baldo Gucciardi, Ars, Giovanni Ardizzone, Marco Falcone



PALERMO - Torna sulla vicenda dei vitalizi dei parlamentari nazionali condannati il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone. Il presidente ha scritto su twitter che si registra: “Ancora silenzio da Giletti, Rizzo e Stella su vitalizi condannati parlamento nazionale”. Il riferimento è alla sua richiesta di giorni addietro, quando aveva invitato Massimo Giletti, Antonio Rizzo e Gianantonio Stella a occuparsi del problema e a fare da pungolo perchè questi vitalizi possano essere aboliti. Ardizzone, ha rivendicato  il merito di aver fatto da apripista all’Ars su questo tema.

Intanto sul fronte della finanziaria, lunedì scorso è andato a vuoto l’incontro di maggioranza che avrebbe dovuto esaminare il documento finanziario. Critico Marco Falcone, capogruppo di FI all’Ars. “Il governo Crocetta e la maggioranza che lo sostiene brancolano totalmente nel buio”. E prosegue: “Se in un primo momento pensavamo che il problema fosse limitato a Rosario Crocetta, oggi ci accorgiamo che si estende invece a tutta la classe dirigente di un Pd incapace di fronteggiare le emergenze della nostra Sicilia”.

Intanto la riforma delle province è stata incardinata in commissione di merito e Baldo Gucciardi, presidente del gruppo Pd all’Ars ha detto che si tratta di uno dei punti centrali del programma di governo e che “La maggioranza è decisa ad andare avanti e definire la riforma in tempi brevi. il lavoro che si sta facendo in commissione in questi giorni è determinante per poter arrivare a discutere in aula un testo il più possibile definito e condiviso”.

Sul nuovo debito contratto dalla Sicilia è intervenuto l’ex assessore regionale Gaetano Armao e promotore del movimento Sicilia Nazione. “Costringere la Sicilia a piazzare sui mercati nuovo debito a tassi esosi o con aste deserte, anche per i ratings bassi, espone la Sicilia al gravissimo rischio di deterioramento del debito già esistente con la prospettiva di ritrovarsi le casse vuote ed oneri finanziari crescenti sul bilancio. Così il default non dovrà dichiararlo un commissario dello Stato dimezzato, ma lo faranno i mercati e si potrà così Commissariare la Regione”.

Secondo Armao il commissariamento della Sicilia è “pilotato” da Roma e mandato avanti con la precisa intenzione di azzerare i conti pubblici per poi fare lo stesso con lo Statuto regionale. Armao ha annunciato esposti contro l’Italia e la Sicilia per violazione dei principi sulla portata addizionale e non sostitutiva dei fondi europei per la coesione e hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica affinchè “si faccia garante del rilancio del patto costituzionale che lega l’isola all’Italia”. Oggi infine si riunisce la Commissione regionale antimafia per ascoltare il direttore dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata Umberto Postiglione. Il tema dell’audizione sarà “La gestione dei beni confiscati alla mafia, le procedure e la destinazione dei patrimoni”.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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