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Quotidiano di Sicilia

Osteoporosi, prevenirla si può senza però abusare di farmaci
di Margherita Montalto

Si distingue in primaria e senile. Questa colpisce il 6% della popolazione

Tags: Osteoporosi



CATANIA – Esistono malattie che si accentuano con l’aumentare dell’età, fra queste conosciuta è l’osteoporosi che colpisce “una donna su tre e un uomo su cinque nell’arco della vita” (Ministero della Salute).

L’osteoporosi è caratterizzata dalla riduzione della massa ossea che comporta una maggior fragilità dell’osso e lo espone al rischio di fratture. L’osteoporosi si distingue in primaria - post-menopausale o senile- e secondaria - legata a diverse patologie e ad assunzione di farmaci-. L’osteoporosi senile colpisce entrambi i sessi e si presenta a un’età più avanzata interessando fino al 6% della popolazione. Interessa la colonna vertebrale, le ossa lunghe (femore), il bacino, e provoca fratture a carico delle vertebre, del collo femorale, del polso e dell’omero.

è una malattia che può essere prevenuta, e se diagnosticata prima che la situazione si complichi può essere trattata per ridurre il rischio di incorrere in fratture. Gli interventi dell’Asp Catania sono determinati a garantire a tutti i pazienti cura e tutela della salute. Il rigore nel controllo della spesa è determinante per evitare qualsiasi spreco di risorse finanziarie. I farmaci per l’osteoporosi sono regolamentati dalla nota AIFA n. 79 e la prescrizione a carico del SSN è limitata dalle condizioni di rischio nella stessa descritte.

Il mancato rispetto delle suddette indicazioni e l’uso indiscriminato di farmaci espone a grave rischio la salute dei cittadini. L’Asp di Catania per promuovere il migliore uso dei farmaci non intende ridurre o condizionare la cura dei pazienti affetti da osteoporosi. Infatti il Dipartimento del farmaco dell’Asp etneo fa rimanere invariate le regole per la prescrizione medica che deve essere effettuata nel rispetto delle norme di settore e delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute nelle schede tecniche ed eventualmente contenute nelle note AIFA, sulla base dell’appropriatezza, affinché la prescrizione di farmaci, per quantità, qualità e modalità di somministrazione, induca un miglioramento nelle condizioni di salute del paziente e non determini un consumo non giustificato dalle evidenze cliniche, oppure inadeguato e rischioso per la salute; dell’efficacia dell’intervento, nel senso che il medico deve sempre finalizzare la prescrizione di un medicinale alla cura della patologia lamentata e riscontrata, tentando di ottimizzare il rapporto mezzi (farmaci)/risultato (miglioramento delle condizioni di salute), in modo da raggiungere il massimo risultato con il minimo impiego di principio attivo che è, comunque, potenzialmente tossico.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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