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Quotidiano di Sicilia

Ricchezza del Pil verde. In Sicilia occorre più impegno
di Rosario Battiato

Nel 2014 grande crescita: 300 grammi di CO2 equivalente per produrre 1 euro, nel 2013 erano 400 gr.. L’Isola riduce le sue emissioni, ma è lontana dal raggiungere la media nazionale

Tags: Sicilia, Pil, Green Economy, Economia



PALERMO – In un periodo in cui i principali indicatori economici nazionali non suggeriscono grandi speranze per la ripresa del Paese, c’è la componente green del pil nazionale che lascia intendere risultati di grande prospettiva. Lo ha rivelato la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, tramite le parole del suo presidente Edo Ronchi, che, nei giorni scorsi, ha ricordato il mutamento strutturale del “sistema energetico italiano” prodotto dall’aumento sia dell’efficienza energetica e sia delle fonti energetiche rinnovabili, tanto che nel 2014 sono stati emessi circa 300 grammi di CO2 equivalente per produrre un euro di prodotto interno lordo a fronte dei 400 grammi per ogni euro del 2005.  

L’occasione è di quelle importanti. Proprio ieri, infatti, si è celebrato l’anniversario del protocollo di Kyoto, giorno in cui la Fondazione per lo sviluppo sostenibile ha dato i numeri sulle emissioni di gas serra. Nel 2014 si sono, infatti, attestate intorno a 410 milioni di tonnellate di CO2eq, un dato inferiore a 25-30 MtCO2eq rispetto al 2013 pari a un taglio del 6/7%. “Rispetto al 1990, - si legge nella nota della Fondazione - nel 2014 le emissioni di gas di serra dell’Italia sono state ridotte del 20% , quasi 110 MtCO2eq in meno e di poco meno di 170 MtCO2eq rispetto al picco del 2005”. Il merito non è soltanto della grande recessione, che ha contribuito in maniera determinante ad abbassare i consumi, ma anche dalla riduzione dell’intensità carbonica del pil. Lo ha ribadito Edo Ronchi che ha inoltre precisato: “se questo trend sarà confermato, le emissioni continueranno a calare anche nei prossimi anni in presenza di una ripresa economica”.
 
A incidere ci sono soprattutto il calo della domanda di gas naturale (-12%, dati Mise) dovuta alla contrazione della produzione termoelettrica e dei consumi del carbone (-7%, dati Unione Petrolifera), mentre i prodotti petroliferi (soltanto -2%) hanno retto meglio di tutti. “Su tali dinamiche hanno inciso le politiche in favore dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili – ha aggiunto Andrea Barbabella, responsabile energia della Fondazione - in particolare, nel settore della produzione elettrica, le stime preliminari di Terna indicano un aumento consistente del contributo dell’idroelettrico, da 54 a 58 TWh (+7,5%) grazie anche ad una annata favorevole, e del fotovoltaico, da 21,2 a 23,3 TWh (+10%)”. La Fondazione stima una produzione rinnovabile in grado di coprire almeno il 36/37% del fabbisogno elettrico nazionale e il 42-43% della produzione nazionale.

Anche in Sicilia la situazione sembra migliorare. Nel 2013 la produzione eolica è stata di 3.009 GWh mentre quella fotovoltaica di 1.754 per un totale di 4.763 GWh (dati dipartimento dell’Energia). In calo la tendenza  legata all’aumento del numero di impianti che si è arrestata nel 2013 (l’anno prima era stata +12.154) con una crescita limitata (+7.120). Il dato relativo alla produzione da Fer di energia elettrica è passato da 4.748,7 GWh del 2012 a 5.127,9 GWh del 2013. Un incremento legato alla messa in esercizio di impianti fotovoltaici nel 2013 e dal leggero aumento della potenza installata da impianti eolici e da un aumento della produzione da impianti a bioenergia. Tuttavia la produzione termoelettrica resta sempre determinante.

Anche il flusso delle emissioni è in fase di miglioramento: dal 2008 al 2011 si è passati da 40.426 kt a 37 mila, che è stato il dato più basso del quadriennio 2008/2011 con una riduzione più incisiva nelle centrali elettriche, passate da 13.292 kt a 10.108 kt, grazie ai nuovi combustibili e a un minor impatto negli equilibri del bilancio elettrico regionale.

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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