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Pil e spese per consumi: Sicilia tra le regioni più in crisi
di Serena Giovanna Grasso

Istat: nel 2013 il Pil dell’Isola è stato il terzo più basso a livello nazionale (16.500 euro), peggio fanno solo Puglia e Calabria. Al di qua dello Stretto le famiglie hanno impiegato in consumi finali 12.700 €, oltre 9 mila meno della Valle d’Aosta

Tags: Pil, Sicilia, Economia, Consumo, Istat



PALERMO – Anno che va crisi che resta, il tempo passa e la congiuntura economica negativa nel Mezzogiorno ed in particolar modo in Sicilia mette radici sempre più profonde. Secondo il report “Conti economici territoriali” dell’Istat pubblicato lo scorso 9 febbraio, nel 2013 emerge il precipitare della situazione rispetto al quadro dipinto nei due anni precedenti, un tracollo che ha trascinato indistintamente tutte le regioni dello Stivale. Sebbene la nuova contrazione sia uniformemente diffusa, inevitabile riscontrare la maggior sofferenza patita dalle regioni meridionali che già partono con uno svantaggio iniziale.

In questa sede analizzeremo l’andamento del Prodotto interno lordo e dei consumi delle famiglie. Rispetto al Pil per abitante, dobbiamo precisare che le uniche due aree a non aver incassato alcun peggioramento rispetto al 2011 sono state la Provincia autonoma di Bolzano e la Campania. Di certo, non occorre farci tante illusioni in merito alla stabilità di quest’ultima regione meridionale: sebbene la Campania non abbia registrato alcun peggioramento, continua ad essere relegata ai piani bassi della classifica, per la precisione al quart’ultimo posto con un prodotto interno lordo pro capite pari a 17 mila euro. A farle compagnia troviamo altre tre regioni meridionali, ovvero Sicilia, Puglia e Calabria che totalizzano valori inferiori rispetto alla stessa media meridionale di 17.200 euro.

Così dunque, la nostra Isola ha conquistato il podio di questa classifica rovesciata: la medaglia di bronzo per uno dei Pil pro capite più bassi in assoluto, pari a 16.500 euro. Si pensi all’incolmabile distanza che divide la Sicilia dalla Provincia autonoma di Bolzano, ossia la terra con il prodotto interno lordo pro capite più alto a livello nazionale: infatti, il Pil siciliano si distanzia da quello di Bolzano di ben 23.300 euro, essendo quest’ultimo quasi triplo rispetto a quello isolano (39.800 euro).

Naturalmente un tale divario si ripercuoterà anche sul versante dei consumi. Stavolta l’Isola si colloca appena al di sopra della media meridionale: infatti, mentre le spese medie per i consumi di una famiglia meridionale sono pari a 12.500 euro, in Sicilia si arriva mediamente a spendere 200 euro in più. In questo caso, in testa alla nostra classifica troviamo la Valle d’Aosta con una spesa annua pari a 22 mila euro, quindi superiore di oltre nove mila euro rispetto a quella siciliana. Anche in questo caso nella seconda parte della classifica troviamo le regioni meridionali.

Al fine di permettere ai nostri lettori una consultazione accurata dei dati sopra descritti, pubblichiamo a corredo dell’articolo la tabella redatta dall’Istituto nazionale di statistica con i vari disaggregati regionali.

In conclusione, sulla base dei dati emersi in questa sede possiamo trarre una serie di considerazioni. Il prodotto interno lordo e le spese medie delle famiglie in consumi sono apparentemente due indicatori svincolati, al contrario sono strettamente connessi. Infatti, la quantità di consumi effettuati dipende dal valore monetario totale di beni e servizi prodotto dai singoli: maggiore sarà questo valore, ovvero il prodotto interno lordo, altrettanto maggiore sarà la propensione al consumo. Così si spiega la crisi dei consumi che dietro sé ha trascinato la relativa crisi delle imprese produttrici dei beni di consumo, una sorta di vortice che ha finito con il risucchiare tutto.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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