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Agrigento - Allagamenti e fogne troppo spesso in tilt
di Calogero Conigliaro

La situazione più grave è a San Leone, ma criticità si riscontrano anche a Cannatello e Villaggio Mosé

Tags: Fogne, San Leone, Agrigento, Villaggio Mosè



AGRIGENTO – Sempre più spesso, appena avvengono giù le prime precipitazioni piovose di una certa consistenza, si verifica che sul lungomare di San Leone ci si trovi in mezzo a una vera e propria palude. Il motivo è molto semplice: il sistema fognario va in tilt, con il risultato che i tombini si ostruiscono e l’acqua si riversa sulle strade come se si fosse in presenza di vere e proprie sorgenti.

Per fare maggiore chiarezza sull’argomento abbiamo interpellato spiega la società Girgenti Acque, che non soltanto è responsabile della distribuzione dell’acqua nelle case, ma ha anche in concessione la gestione delle fognature per le acque nere, ossia quelle che provengono dalle abitazioni oppure o dalle attività commerciali. È invece ancora di competenza comunale il sistema di condotte che si occupa dello smaltimento in mare delle acque bianche.

“Le acque piovane – ha voluto precisare Francesco Barrovecchio di Girgenti Acque – sono acque bianche e ad Agrigento le due reti sono separate. Questi fenomeni di allagamenti si verificano quando le condutture non sono in grado di smaltire il flusso d’acqua con i relativi innalzamenti dei pozzetti. Il problema principale è rappresentato dal fatto che moltissime abitazioni abusive di San Leone scaricano le acque bianche direttamente nei condotti delle acque nere. Il risultato è quello che, essendo in grado il sistema fognario di incanalare il flusso previsto delle sole acque nere, a causa di questo abusivismo privato, si viene ad avere l’esplosione delle condutture delle acque nere”.

Dunque gli allagamenti continui altro non sono, secondo Girgenti Acque, che fenomeni da imputare agli allacciamenti abusivi di acque bianche nelle condutture previste per quelle nere.

Ma oltre al danno c’è anche la beffa, vale a dire un altro fenomeno che danneggia la collettività dal punto di vista strettamente economico. “Il fatto che le acque bianche vadano a finire nelle fognature – ha aggiunto Calogero Sala, anch’egli di Girgenti Acque - causa poi un aggravio di spese, perché a differenza delle acque piovane, che dovrebbero terminare direttamente in mare, quelle nere vengono depurate e per questo necessitano delle pompe di sollevamento che consumano molta energia in più quando c’è maltempo”.

“Inoltre – ha aggiunto - il depuratore ha un funzionamento che prevede tipologie di acque diverse da quelle piovane, per cui esse non vengono correttamente lavorate”.
Una vicenda paradossale per cui Girgenti Acque ha dato al Comune la propria disponibilità a fornire personale, affinché si organizzino delle task force per controllare le abitazioni private sospette.

Per evitare l’esplosione delle condutture si è valutata anche l’ipotesi di scaricare tutto in mare, ma ovviamente questa eventualità, praticabile dal punto di vista tecnico, creerebbe pesanti ripercussioni dal punto di vista dell’inquinamento, poiché acque nere e bianche non sarebbero separate.

Alla ricostruzione di Girgenti Acque, poi, si aggiungono le ricostruzioni dell’associazione ambientalista Mareamico, secondo cui la situazione sarebbe aggravata anche da alcuni collettori che portano le acque bianche in quelle nere. “Ci sono delle condutture – ha spiegato il presidente del sodalizio, Claudio Lombardo - fatte dal Comune di Agrigento in modo che i due sistemi siano collegati in caso di forti piogge. I bypass vanno scovati ed eliminati. Grazie alle nostre attività di denuncia il sindaco Marco Zambuto, prima di dimettersi, ha trovato almeno trenta collegamenti di questo tipo. La situazione non riguarda solo San Leone, ma anche Cannatello e Villagio Mosé. Abbiamo fatto pressioni affinché si creasse una task force per scovare tutte le criticità in materia, ma non siamo stati ascoltati”.

Si attende quindi che qualcosa si muova, anche se allo stato attuale difficilmente ci potranno essere novità da qui ai prossimi mesi. Il Comune, infatti, è attualmente commissariato e retto da Luciana Giammanco, ma già si stanno scaldando i motori in vista di una campagna elettorale che, tra scandali e inchieste della magistratura, si annuncia più incandescente che mai.
 


Dall’Ufficio tecnico comunale soltanto un “no comment”
 
AGRIGENTO – L’associazione Mareamico ha attaccato duramente il Comune e l’Ufficio tecnico comunale sui continui allagamenti di San Leone, definendo l’Ente il principale abusivo con i suoi bypass tra condotte delle acque nere e bianche.
“Per fare un esempio – ha raccontato il presidente dell’associazione ambientalista agrigentina - a piazzale Aster il Comune di Agrigento aveva fatto delle connessioni di acque banche che andavano in quelle nere e poi finivano in mare. Bisognerebbe rifare l’intero sistema fognario di Agrigento”.
Per intervenire servirebbero proprio quei fondi europei che la Regione Sicilia non ha speso e per cui recentemente è stata messa sotto i riflettori dal Governo nazionale guidato dal premier Matteo Renzi.
Intanto, dall’Utc di Agrigento, il dirigente Giuseppe Principato è lapidario: “Non possiamo rilasciare dichiarazioni alla stampa su nessun tema senza autorizzazioni del commissario straordinario Luciana Giammanco. Abbiamo avuto precise disposizioni su questo. Se avete urgenza pubblicate, poi eventualmente smentiremo e daremo le nostre risposte”.
Il tutto mentre Palazzo dei Giganti sta vivendo un periodo di grandi tensioni a causa delle inchieste della Procura su Commissioni consiliari e Prg. Insomma, all’interno degli uffici comunali, soprattutto in questi giorni così movimentati, la gestione delle condutture fognarie sembra essere davvero l’ultimo dei pensieri.

Articolo pubblicato il 20 febbraio 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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