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Adesso anche la Lega Nord spara a zero sul Cara di Mineo
di Redazione

Il leader Salvini ha visitato ieri la struttura in provincia di Catania

Tags: Cara Mineo, Giuseppe Castiglione, Matteo Salvini, Lega Nord



MINEO (CT) – “Vogliamo sapere come vengono spesi 150 milioni di euro di denaro pubblico che servono a mantenere gente che sta giocando a pallone. Non vorremmo che sulla pelle degli immigrati qualcuno ci guadagnasse soldi e voti”. Lo ha detto ieri il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso della sua visita al Cara di Mineo.

Il numero uno leghista, giunto in Sicilia per visitare il Centro di accoglienza richiedenti asilo in provincia di Catania insieme al deputato Angelo Attaguile, ha risposto anche a chi gli ha ricordato come la struttura sia stata creata quando al ministero degli Interni sedeva il rappresentante della Lega (oggi presidente della Regione Lombardia) Roberto Maroni.

“Il Cara di Mineo – ha detto Salvini - è nato per affrontare una situazione di emergenza, ma adesso siamo al quarto anno e questa struttura non può contenere 4 mila persone e discriminare gli italiani”.

“Lì dentro – ha aggiunto c’è chi riceveva la scheda telefonica prepagata, chi gioca a pallone, chi ascolta la musica e chi è a scuola. Ci sono case da 160 metri quadrati dove abitano in media 7-8 persone, case per militari statunitensi con tanto di parabola. Sono soluzioni che molti italiani gradirebbero”.

Negli ultimi giorni, il Cara è finito al centro delle cronache anche a causa delle attenzioni rivolte alla struttura dall’Autorità nazionale anticorruzione e dalle Procure di Catania e Caltagirone, ma in attesa di notizie ufficiali sulle indagini, le attività all’interno della struttura vanno avanti.

“Abbiamo mostrato a Salvini – ha affermato in una nota il direttore del Cara, Sebastiano Maccarrone - tutti i servizi che vengono offerti dal centro ai migranti, confermando il buon funzionamento del sistema d’accoglienza in Italia, così come dimostra l’esperienza Cara di Mineo”. “Nel corso della visita - ha proseguito Maccarrone - con Salvini si è pure discusso sulla problematica che attiene ai tempi lunghi per la definizione della posizione giuridica dei richiedenti”. Maccarrone ha concluso ricordando come nella struttura “oltre alla fase dell’accoglienza, i migranti ospiti vengono avviati in percorsi virtuosi di integrazione e conoscenza della lingua italiana”.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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